Nell’Archivio di Stato, dov’è custodita la memoria di Pescara

24 Settembre 2019

L’apertura straordinaria di sabato ha svelato alla città gli atti di nascita di d’Annunzio e Flaiano, una pergamena del ’600, due brevetti di D’Ascanio e altri antichi documenti. Ecco come visionarli

PESCARA. Gli atti di nascita di due pescaresi illustri. Gabriele d'Annunzio ed Ennio Flaiano. Due brevetti di Corradino D’Ascanio, uno relativo a un “sollevatore e trasportatore per persona allettata” e l'altro di un “attrezzo pedalatore per ginnastica e massaggio”. Una pergamena musicale del 1655, copertina di un atto notarile, nelle quali le note quadrate sono collocate su un tetragramma nero, ovvero il rigo musicale composto a quattro linee anziché le cinque del pentagramma. E poi i bozzetti dei manifesti pubblicitari del 1949 dei distillati dell’Aurum. Sono alcuni dei preziosi documenti conservati nell’Archivio di Stato di Pescara che sabato sono stati messi in mostra per un'apertura straordinaria alla città (che ha ben risposto), nell'ambito delle Giornate europee del Patrimonio 2019.
Dal 2011 all'interno dei locali dell’ex Aurum, con ingresso dal cortile interno del palazzo, nell’Archivio, diretto da Maria Amicarelli, è custodita la memoria storica di Pescara e provincia. Si tratta di antichi e preziosi documenti suddivisi in vari fondi. C’è l’Archivio notarile contenente 300 buste relative al periodo 1555 – 1850; il fondo Prefettura, con documenti dagli anni ’20 agli anni ’60, riguardanti le elezioni amministrative e politiche, l’ordine pubblico o il partito nazionale fascista. Lo Stato civile è costituto dai registri di nascite, matrimoni e morti dei cittadini dei Comuni della provincia dal 1809 al 1928, mentre il fondo Genio civile comprende carte che vanno dal 1864 al 1958 con documenti che risalgono anche al 1839. Completano il quadro l'Archivio storico del Comune di Pescara dal 1734 al 1978, i catasti, gli archivi giudiziari e quelli privati di professionisti, quali ingegneri e architetti, la raccolta di pergamene del 16° e 17° secolo e le liste di leva.
«Il documento più antico», spiega il funzionario archivista Pasqualino Carota, «risale al 1555 ed è un atto del notaio di Penne Giovanni Blasiotti, mentre i documenti più recenti risalgono al 1988. Nel deposito vi sono anche le volture catastali dei terreni, e quelle del catasto napoleonico dal 1809 al 1939. Il fondo più importante e più consultato è sicuramente quello dello stato civile per le ricerche genealogiche e non solo. Per questo fondo veniamo spesso contattati anche dall'estero, ad esempio da brasiliani che ne richiedono la visione per scovare un avo italiano e ottenere così la doppia cittadinanza».
Ogni anno sono circa 2000 le persone che accedono, gratuitamente, all'Archivio per due finalità. Quelle di studio o quelle amministrative. Molte anche le scuole, soprattutto istituti superiori, che richiedono visite guidate. «Per la consultazione delle carte», sottolinea Franca D'Ermiliis, una dei dieci dipendenti dell'istituto pescarese «è possibile avanzare due domande. Quella per studio ha la durata di un anno. Per fini amministrativi, invece, è necessario presentarla volta per volta. Ovviamente vi sono dei fondi riservatissimi, come per esempio quello delle carceri, ai quali non è consentito l’accesso se non con l’autorizzazione dell’ente proprietario. Per reperire le carte viene fatta prima una ricerca tra gli inventari e gli elenchi, per poi visionare i documenti in sala studio».
L’Archivio di Stato è aperto al pubblico tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle 7,40 alle 13,20 e i pomeriggi di martedì e giovedì dalle 14 alle 16,50.
Per informazioni o prenotazioni di visite guidate, è possibile contattare l’Archivio di Stato di Pescara via mail all’indirizzo as-pe@beniculturali.it o anche telefonicamente al numero 085.4549724.
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