Nell’area di risulta i silos per la sosta e tanto verde

7 Maggio 2016

di RAFFAELE DELFINO* Gentile direttore, il suo articolo «Pescara una città di risulta» mi ha stimolato questa riflessione. I tredici ettari di fronte alla stazione di Pescara centrale sono di...

di RAFFAELE DELFINO*

Gentile direttore, il suo articolo «Pescara una città di risulta» mi ha stimolato questa riflessione. I tredici ettari di fronte alla stazione di Pescara centrale sono di “risulta” e in sovraelevazione degli impianti ferroviari ottenuti nel dicembre 1959 dall’amministrazione comunale di centro-destra per spezzare la cintura di ferro che, con i passaggi a livello, bloccava otto ore al giorno la città per il traffico dei treni e le manovre di stazione.

L'iniziale finanziamento di un miliardo sul Piano decennale delle Ferrovie fu frutto di un'azione parlamentare congiunta (Msi, Dc, Pci) Delfino- Gaspari- Spallone. Anche l'acquisto dell'area di tredici ettari da Metropolis (Ferrovie dello Stato) fu realizzato da un'amministrazione comunale di centro-destra (vedi Il Centro del 13 giugno 2000) che nel nuovo Piano regolatore generale, approvato sotto la presidenza dell'onorevole Nino Sospiri, la vincolò «al servizio del Centro commerciale naturale», prevedendo, con un emendamento Faieta-Delfino, il nuovo ponte in costruzione.

Un analogo collegamento, in gran parte già realizzato, prevedeva l'immissione diretta nell'area di risulta delle auto provenienti da nord. L'antieconomicità dei previsti parcheggi nel sottosuolo è ormai superata dall'accettazione generale della mia proposta dei parcheggi a silos. Quello che invece non è superato e si ripropone senza vergogna è il proposito di speculare sull'area di risulta riducendo al minimo la possibilità di sosta e impedendo di fatto alle auto di entrare a Pescara e quindi dirigendole direttamente nei centri commerciali che l'assediano e mandano altrove gli incassi.

Riassumo con alcuni flash back. L'esperto del traffico appena assunto dal Comune ha dichiarato al Centro del 27 ottobre 2014: «Bisognerà pensare a liberare il centro dalle auto. Si dovrà fare in modo che i veicoli provenienti da fuori Pescara non arrivino in centro». L'anno successivo l'amministrazione comunale affida alla Sinloc di Padova per 46.360 euro uno studio per la riqualificazione delle aree di risulta, rivelato dal Centro del 28 dicembre 2015, che prevede la riduzione degli attuali 2.200 parcheggi a 1.220 in due silos di 650 e 570 posti. Prevede inoltre «nell'area di parcheggio di fronte al Bingo un volume di 10.000 metri cubi di edilizia residenziale e commerciale e di altri 6.000 nella zona nord dell’area», dove invece, last news, il professor Mattoscio vorrebbe collocarsi in deroga con una sua ennesima Araba fenice. Comunque, secondo la Sinloc e chi l'ha indirizzata, parcheggi dimezzati nell'area di risulta, con la «gestione alla società che li realizzerà». È un dejà vu da «Perfetti sconosciuti» contro il Piano regolatore, contro la nuova Pescara con Montesilvano e Spoltore che nell’area di risulta deve trovare il suo polmone con 4.000 soste a silos e minibus ecologici per un centro integralmente pedonalizzato.

*ex deputato