Nella chiesetta del 1600 degrado come dieci anni fa

Francavilla: nessun intervento nonostante le segnalazioni dei cittadini Ingresso sfondato, affreschi smurati, altare distrutto e statue decapitate
FRANCAVILLA. Passano gli anni, ormai quasi dieci, ma la condizione di degrado nella quale versa la chiesa di Sant'Egidio, la vecchia cappella del cimitero di Francavilla al Mare, sembra non avere soluzione. L'ex luogo di culto, risalente al 1600, giace abbandonata nell'indifferenza generale, ma i frequentatori del cimitero continuano a segnalare l'indecenza di questa situazione: la porta d'ingresso sfondata, un paio di affreschi smurati, l'altare distrutto, le statue decapitate, il confessionale distrutto e sul pavimento alcune bare di zinco.
Su segnalazione di diversi cittadini, nei giorni scorsi il critico d'arte Massimo Pasqualone ha effettuato un sopralluogo nella chiesa, che secondo il critico è la chiesa di Sant’Ilio, già Ecclesia San Mammetis in Yliano, secondo antiche testimonianze storiche, esprimendo grande preoccupazione: «Le condizioni di questa chiesa rurale divenuta poi chiesa cimiteriale, al cui interno si trovava un bell’altare barocco di legno scolpito, intagliato, dipinto e dorato, risalente al XVII secolo, sono testimoniate dalle fotografie scattate: statue mozzate, altare e ornamenti distrutti, materiale di varia provenienza depositato, tra cui bare di zinco posate proprio all’ingresso, tutto alla mercè di vandali e saccheggiatori. Sono preoccupato altresì per le sorti di quello che rimane, tra cui uno splendido affresco della Madonna col Cristo Morto, che dovrebbe essere al più presto messo in sicurezza per evitare ulteriori furti. Suggerisco di rendere inaccessibile l’ingresso alla chiesa e di salvare tutto ciò che rimane da salvare». Nella chiesa, oltre la botola dell'ossario sotterraneo, si conservano ancora i resti delle persone scomparse, secondo antica usanza. La chiesa appartiene alla parrocchia di Santa Maria Maggiore. Fu edificata dai fratelli Breccia attorno al 1600 ed era una chiesa rurale prima di divenire la cappella cimiteriale. L'unico luogo di culto del rione Le Piane, abbandonato dal momento in cui è stata costruita la parte nuova del cimitero, più di trenta anni fa. «A suo tempo, ricorda don Rocco, «abbiamo coinvolto la Soprintendenza Architettonica, Belle Arti e Paesaggio ma ci hanno detto che non ci sono fondi a disposizione. Con il terremoto ci sono sicuramente altre priorità come le parrocchie inagibili. Chiederemo nuovamente agli operai del Comune di richiudere gli accessi per mettere in sicurezza la chiesa».

