«Nella condotta versati 600 litri di acido»

L’ex consigliere Foschi sospetta un uso eccessivo di Oxystrong e chiede l’intervento del ministero
PESCARA. Il 29 luglio, il giorno successivo alla rottura della condotta di via Raiale, l’Aca avrebbe utilizzato un’enorme quantità di acido peracetico, ossia il potente disinfettante chiamato Oxystrong, superiore a quanto finora rivelato, per neutralizzare la carica batterica dei liquami finiti nel fiume e poi in mare. A sospettarlo è l’ex consigliere comunale Armando Foschi, appartenente all’associazione «Pescara mi piace», nonchè portavoce di Fratelli d’Italia-An. «Dopo l'iniziale ammissione di aver immesso 350 litri di acido peracetico nell’emergenza del 28 luglio», afferma, «l’Aca stessa ha corretto il dato facendo sapere che il quantitativo usato sarebbe stato pari a 450 litri sversati in 17 ore. Oggi, però, circolano voci sempre più insistenti secondo cui nella sola giornata del 29 luglio sarebbero stati sversati quasi 600 litri di acido, un quantitativo non indifferente e che, se confermato, ci imporrebbe di interpellare direttamente il ministero della Salute e la Asl per un parere di competenza».
«Ora», dice, «è fondamentale chiarire gli aspetti inerenti l'uso dell'Oxystrong, l'acido peracetico che, per ammissione dell'Aca e dell'Arta, viene abitualmente utilizzato per la depurazione diretta delle acque di fogna dallo scorso 14 maggio. Acido, quindi, non usato più solo per la pulizia delle vasche di disinfezione».
«A questo punto», prosegue Foschi, «è chiaro che tanta confusione e incertezza sui dati non trova giustificazioni. Se l'Aca sta usando Oxystrong, deve possedere anche un registro aggiornato in cui annota con esattezza e precisione i quantitativi di acido scaricati». L’ex consigliere pone, in proposito, una serie di domande. «Com'è possibile che dalla stessa azienda giungano numeri tanto diversi?», fa notare, «perché la giunta Alessandrini non ha chiesto, sino a oggi, una relazione precisa e dettagliata delle procedure seguite dall'Aca? Se invece già dispone di quella relazione, perché non la rende pubblica? E soprattutto quale organismo sanitario sta sovrintendendo all’impiego dell'Oxystrong direttamente sul fiume e nel mare, non potendo essere sufficiente una singola e generica autorizzazione rilasciata il 14 maggio?». «Sollecitiamo una nuova riunione della commissione di Vigilanza», conclude, «per far luce su tali aspetti della vicenda, al fine di non abbassare la guardia dinanzi a un episodio di gravità inaudita».
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