Nella stessa zona fu ucciso il 19enne Scaletta

10 Marzo 2018

Un ragazzo trovato senza vita tra gli arbusti e il rewind della memoria si arresta a 23 anni fa, a un’altra giovane vita spezzata con violenza a San Silvestro, in contrada Fonte Locca. In tanti,...

Un ragazzo trovato senza vita tra gli arbusti e il rewind della memoria si arresta a 23 anni fa, a un’altra giovane vita spezzata con violenza a San Silvestro, in contrada Fonte Locca. In tanti, giovedì scorso, alla scoperta del cadavere di Alessandro Neri in via Vallelunga, hanno fatto riaffiorare il ricordo di Cristiano Scaletta, il 19enne studente di Economia e commercio freddato con un colpo di pistola alla testa il 5 dicembre 1995 e il cui responsabile non è stato mai individuato. Uno dei tanti gialli senza l’ultima pagina ai quali Pescara ci ha abituato. Un’inchiesta rivelatasi molto complessa fin dall’inizio, circondata com’era da una fitta nube di omertà. A nulla valse interrogare i compagni di scuola e gli amici del quartiere. A nulla servì perquisire abitazioni. Un flop dietro l’altro, dalla pista omosessuale a quella dei riti satanici, evocati da due ragazze che rivelarono di avere sognato che l’arma con cui il 19enne era stato ucciso - una calibro 22 mai saltata fuori - era stata gettata dall’assassino dentro un pozzo. Le indagini si indirizzarono a un certo punto anche su un pescarese, impiegato di banca a Chieti, con tanto di intercettazioni telefoniche a tappeto. Risultato: altro fallimento, firma al mesto declino di un’inchiesta mai decollata, alla fine destinata - come tanti altri delitti in seguito - sul binario morto dell’archiviazione.