Nella villa confiscata una casa protetta per le donne maltrattate

La dimora accoglierà le vittime di violenza di tutta la regione Iniziativa dell’amministrazione in collaborazione con Ananke
CITTÀ SANT’ANGELO. Si chiama Casa Aurora ed è la nuova dimora che sta nascendo a Città Sant'Angelo, pronta ad accogliere le donne vittime di violenza, insieme ai loro bambini. L’iniziativa, nata da una collaborazione tra l’amministrazione comunale e l’associazione Ananke, è stata presentata ieri mattina all’interno del teatro comunale, alla presenza del sindaco Matteo Perazzetti, della vice Lucia Travaglini e del consigliere regionale Vincenzo D’Incecco. Con loro, anche la responsabile di Ananke Doriana Gagliardone, che ne ha approfittato per dare alcuni numeri: «Questo progetto nasce per rispondere al bisogno di un allontanamento in emergenza da casa da parte delle donne che subiscono violenza e dei loro bambini. La struttura si trova in un posto protetto che non viene reso noto proprio per tutelare gli ospiti. Negli ultimi due anni, anche complice la pandemia, le richieste di allontanamento a seguito di violenza sono aumentate del 2 per cento e la nostra associazioni ha fornito assistenza a 16 donne e 18 minori». Come fa sapere il vice sindaco Travaglini poi, «questa è una casa che andrà ad accogliere arrivi da tutta la regione. Ancora qualche settimana e sarà pronta, grazie anche al contributo fornito da aziende come Micso, Delfino calcio e Ikea, che hanno fornito gli arredamenti e il necessario per renderla abitabile. Senza dimenticare il contributo regionale. Siamo riusciti a realizzarla sfruttando un vecchio edificio confiscato negli anni scorsi alla criminalità organizzata, ma è chiaro che per motivi di sicurezza non renderemo nota la sua collocazione».
Soddisfatto anche il primo cittadino: «Centriamo un altro importante obiettivo, pensato per dare risposta alle donne vittime di violenza. Un problema diffuso e doloroso, che spesso si nasconde tra le mura domestiche. La nuova casa sarà qui a Città Sant'Angelo, ma pronta a dare aiuto e sostegno alle donne e ai bimbi di tutto il territorio regionale, in modo da fornire coraggio e speranza di rinascita a chi viene a trovarsi in queste condizioni». Da quello che si apprende sono già tante le richieste di ospitalità per la casa che verrà aperta nel giro di poche settimane.

