Nelle case popolari 77 abusivi Non pagati affitti per sette milioni

19 Novembre 2014

L’Ater chiede fondi per gli sgomberi: servono subito 100mila euro per liberare gli alloggi Crescono le richieste di appartamenti: 1.200 all’anno a fronte di appena 22 assegnazioni

PESCARA. Milleduecento richieste all’anno totali – 900 normali più altre 300 di emergenza abitativa da parte di quelli che hanno perso il lavoro o non hanno più un reddito e che non sono più in grado di sostenere il canone d’affitto – a fronte di 22 case assegnate all’anno. Solo l’1,83 per cento delle richieste viene dunque soddisfatto, mentre il numero degli alloggi occupati abusivamente cresce, anche se di poche unità. È un flash dell’edilizia residenziale pubblica che mette in luce come anche a Pescara il fenomeno, illegale, di occupare abusivamente un’abitazione destinata a chi ne è il legittimo destinatario, sia in aumento.

Si occupa abbattendo le porte oppure non lasciando l’appartamento intestato a un parente morto. A Pescara non si verificano gli eccessi visti in altre città d’Italia – dove a volte, per non vedersi occupata abusivamente la casa, si è costretti a rimanerci tappati dentro poiché si verificano blitz quando i legittimi assegnatari escono per andare a fare la spesa –, ma il problema è sentito.

In città 77 abusivi. I numeri forniti dall’Ater, l’azienda che gestisce l’edilizia residenziale, dicono che dall’inizio dell’anno fino al settembre scorso, da 60 gli occupanti abusivi sono passati a 64, per un totale, in città, di 77, cifra che comprende 13 persone denunciate più di una volta per lo stesso reato: la violazione del codice penale riguarda gli articoli 633, invasione di edifici, e il 639 bis, sugli edifici pubblici, per il quale si procede d’ufficio. Reati a cui a volte si accompagna anche la violazione dell’articolo 635 del codice penale, quello del danneggiamento, eseguito dagli occupanti per vendetta dopo uno sfratto.

Fondi per gli sgomberi. L’appello a liberare i fondi necessari per attuare gli sgomberi arriva dal commissario amministratore dell’Ater di Pescara, Paolo Costanzi, affinché si sblocchino al più presto i soldi già assegnati, pari a 100 mila euro. «Lo stanziamento ora è nelle mani della direzione regionale competente», fa sapere Costanzi, «e dunque della direzione delle Opere pubbliche e delle politiche della casa che dovrà decidere come ripartire la somma tra le 5 Ater regionali». Una cifra che però non basterebbe, neanche per la metà, a sgomberare le occupazioni abusive di Pescara (che a volte vengono sanate dai tribunali, con sentenze che dichiarano una situazione di necessità).

Uno sfratto costa 6 mila euro. Già, poiché secondo alcuni calcoli, in media ogni sgombero costa alla comunità 6 mila euro: nel giorno dell’esecuzione dello sfratto devono essere presenti sul luogo un’ambulanza con un medico, un veterinario, se ci sono animali, una ditta di traslochi, un’impresa che muri l’abitazione e via via altre figure professionali. Se poi vi si aggiunge anche qualche danneggiamento eseguito per vendetta, dunque da riparare per la nuova consegna, i costi possono lievitare anche fino a 10 mila euro. Dall’Ater fanno notare che tempo fa un inquilino abusivo, a Rancitelli, prima che arrivasse la polizia municipale per lo sgombero, ruppe tutti i sanitari.

Debiti per 7 milioni. Un fenomeno allarmante, quello dell’occupazione abusiva, cresciuto per via della crisi economica, e che non ha trovato freni neanche di fronte alla legge 80 di quest’anno, che vieta agli abusivi di partecipare, per 5 anni, alle gare di assegnazione degli alloggi popolari. Una disposizione che si aggiunge al divieto di allacciare le utenze domestiche, come richiamato dal ministro Alfano. E se da una parte le richieste per un’abitazione, fanno sapere dal Comune, aumentano ogni anno del 20 per cento (entro il 2015 dovrebbero essere pronti 15 nuovi alloggi in via Ciglia), dall’altro, sommando le morosità, si arriva a un debito degli inquilini verso Ater e Comune, che supera i 7 milioni. Una cifra che, se recuperata, potrebbe far fronte all’emergenza, con la costruzione di nuove case e con la riparazione di quelle fatiscenti.

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