Nelle fabbriche con guanti e mascherine

Il governo lavora all’intesa coi sindacati per placare le polemiche: Sevel chiusa anche lunedì, Brioni ferma la produzione
PESCARA. L’emergenza virus non deve portare verso il baratro della recessione economica. Ne è convinto il governo. Motivo per cui il premier Giuseppe Conte non intende imporre la chiusura delle fabbriche, neppure di fronte alle sempre più ampie proteste di operai e sindacati. L’onda lunga delle polemiche s’è abbattuta anche sull’Abruzzo, in attesa che da Roma si conoscano i dettagli del protocollo sulla sicurezza, previsto ad ore.
«KIT SICUREZZA». «Con la Protezione civile stiamo compiendo sforzi straordinari per essere nella condizione, già nei prossimi giorni, di distribuire gratuitamente a tutti i lavoratori dispositivi di protezione individuale», ha affermato il presidente del consiglio Conte durante l’incontro di ieri con sindacati e Confindustria – in videoconferenza da Palazzo Chigi – dopo gli scioperi e le tensioni nelle fabbriche italiane. Il kit sicurezza arriverà a brevissima scadenza, ma le aziende che non si adegueranno subito dovranno chiudere per qualche giorno.
STATO D’AGITAZIONE. La Fiom-Cgil di Abruzzo e Molise ha proclamato lo stato d’agitazione dei metalmeccanici. «E qualora le condizioni di sicurezza non fossero previste o non venissero attuate dichiareremo lo sciopero a tutela della salute dei lavoratori», ha sottolineato la Fiom. Secondo cui la scelta di non fermare le fabbriche è «inconcepibile e mette a rischio decine di migliaia di lavoratori e propri familiari nelle nostre regioni». E dal sindacato hanno aggiunto: «In questo contesto assistiamo al fatto che alcune aziende responsabilmente gestiscono la situazione fermando le attività, altre, prese dalla confusione, adottano misure nella speranza che possano salvare le attività e la salute dei lavoratori, altre ancora lasciano al caso la gestione della sicurezza e continuano a lavorare come se nulla fosse». Quindi le richieste per governo, Regione Abruzzo e Regione Molise «di agire per la tutela della salute di quei lavoratori che non possono fermarsi per la delicatezza dell’attività svolta, attraverso rigorosissimi controlli e disposizioni di sicurezza». La Fiom Abruzzo Molise sollecita una «moratoria sui licenziamenti e che vengano utilizzati gli ammortizzatori sociali».
«SUBITO ISPEZIONI». La Fiom Abruzzo Molise chiede infine agli organi competenti – Asl, carabinieri, prefetture e Regioni – «di effettuare i sopralluoghi nelle aziende produttive per verificare se vengono rispettate le norme di sicurezza per contrastare il Covid-19».
PIANO ANTI-CONTAGIO. Controlli e non solo. Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil ritengono «imprescindibile assicurare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Decreto non può limitarsi a semplici raccomandazioni, ma va reso pienamente esigibile nella nostra regione al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare i luoghi di lavoro. Le segreterie nazionali dei tre sindacati confederali hanno chiesto al governo Conte la definizione di un protocollo nazionale di sicurezza anti-contagio. In attesa del provvedimento, laddove non sia possibile rispettare adeguati standard per la prevenzione, si deve procedere, in accordo con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e con le rappresentanze sindacali aziendali, alla riduzione delle attività produttive, sino anche alla loro sospensione utile a definire condizioni di sicurezza maggiori».
LA BRIONI SI FERMA. È stata sospesa la produzione nei tre stabilimenti della Brioni a Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova, tutti in provincia di Pescara, da ieri a mercoledì 18 marzo, con l’unica eccezione per gli addetti allo sviluppo della collezione (compresa la prototipia) o gli addetti al magazzino, che potrebbero rientrare lunedì 16. La decisione arriva dopo i casi di positività al coronavirus riscontrati nel territorio del comune di Penne. I giorni di assenza dei lavoratori dell’azienda di abbigliamento saranno coperti dalla “banca ore negativa”, salvo interventi statali con ammortizzatori sociali. È stato sottoscritto un accordo coi sindacati. Sono circa mille i dipendenti nei tre siti. «Mercoledì», ha spiegato il segretario provinciale Filctem Cgil, Antonio Perseo, «ci sarà una nuova riunione con Rsu, Rls e segreterie per capire se l’attività verrà riavviata».
STOP A SEVEL E MARELLI. L’attività lavorativa della Sevel di Atessa rimarrà ferma anche lunedì 16 marzo, sui tre turni di lavoro, per predisporre l’organizzazione a seguito del decreto sul Covid-19. È quanto deciso ieri dalla call conference tra la direzione Sevel e le organizzazioni sindacali. Lunedì ci sarà un sopralluogo da parte dei sindacati per analizzare le misure attuate dall’azienda a tutela dei 6mila lavoratori. Anche in questo caso lo stop produttivo verrà coperto dalla cassa integrazione. La Sevel aveva già deciso una prima interruzione da giovedì a domani. Identico provvedimento era stato adottato per gli oltre 600 dipendenti dalla Magneti Marelli di Sulmona, che produce componentistica per Sevel.
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