Nelle intercettazioni i sogni da milionari

20 Giugno 2023

Le conversazioni (anche nelle auto del Comune) dopo le sniffate: «Se vinco, mi compro un ranch»

PESCARA. Sniffate di cocaina e, poi, sogni milionari. Le carte dell’inchiesta “Tana delle tigri” raccontano anche un altro spaccato lontano dagli appalti del Comune e dalle tangenti: i viaggi nella fantasia degli indagati, una fantasia alimentata dal consumo di droga, anche all’interno delle auto blu dell’amministrazione comunale di Pescara.
Ascoltando le intercettazioni, i finanzieri del comando provinciale di Pescara, guidati dal colonnello Antonio Caputo, annotano: «La conversazione tratta argomenti di carattere generale, Fabrizio ipotizza una vincita milionaria al seguito della quale sogna di costruirsi un ranch dove ospiterà tutti i suoi amici». Una fattoria per allevare animali, fare banchetti in comitiva e divertirsi. La finanza prosegue: «Fabrizio con tono particolarmente allegro dice: “Mi sto facendo una botta. Pippotto”». E la conversazione prosegue sull’onda dei sogni: «I tre continuano a parlare di varie fantasie in caso di grosse vincite di soldi. Mentre sono in auto i tre condividono la sostanza stupefacente».
L’ordinanza di arresto ripercorre anche un altro episodio in cui il dirigente Fabrizio Trisi, accompagnato dall’imprenditore Vincenzo De Leonibus, si incontra con uno spacciatore per acquistare della droga. In auto, mentre lo aspettano, De Leonibus e un amico «commentano ridendo che entrambi, Trisi e il probabile pusher, non sono stati affatto discreti. Vincenzo afferma: “Tutt su burdell per 150”. Trisi rientra in auto cantando e Vincenzo afferma che hanno fatto troppa commedia. Conversazioni ironiche». Poi si torna seri: «Vincenzo cambia argomento e chiede informazioni sul nuovo testo dei rifiuti. Mentre i due parlano Trisi si inserisce e dice che vuole 10 euro per farsi una botta». Ma le carte dell’indagine dicono anche che l’imprenditore e l’amico sono presi dalla conversazione sui rifiuti e non assecondano subito Trisi e allora il dirigente sbotta: «Devo di’ sempre la stessa cosa». Poi lo stesso Trisi ripercorre la dinamica dell’acquisto di droga: «Voi mi dovet aspetta’! Io sono ligio al dovere, quest si può di’. Eh, non mi volevate aspetta’ c’avevate paura». (p.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.