«Nessuna legge vieta di fare il bagno nell’Orta»

Bolognano. Il presidente di Terre Majella Morrone sul caso delle 300 multe L’associazione mette a disposizione l’ufficio legale per l’assistenza ai sanzionati
BOLOGNANO. Il divieto di balneazione fu il motivo per il quale i 68 turisti sorpresi il 25 giugno a fare il bagno in una delle più belle pozze della zona, la Cisterna lungo il fiume Orta, e per aver attraversato il torrente Cusano a Roccamorice pur seguendo un sentiero segnato, furono sanzionati per 300 euro dai carabinieri forestali.
Dopo gli interventi del presidente della Provincia Antonio Di Marco e dell’assessore regionale ai Parchi Donato Di Matteo, che prendevano le distanze dal comportamento dei militari ponendo in primo piano l’interesse turistico che porta in quelle zone montane decine di migliaia di turisti all’anno, e di quelli delle associazioni ambientaliste di segno completamente contrario, interviene l’associazione Terre Majella Morrone. Per fare chiarezza sul quadro normativo, il presidente dell’associazione, il sociologo Antonello Di Giovine, ha convocato un incontro alle 18 di sabato nella sala consiliare del Comune di Bolognano. «Le norme che regolano le attività in queste zone risalgono a prima che nascesse l’ente Parco della Majella», spiega Di Giovine. «Prima la Valle dell’Orta rientrava nella riserva integrale naturale regionale della Alta Valle dell’Orta. Poi sono arrivate la legge quadro sulle aree protette, la 394 del 6 dicembre 1991; la direttiva Cee 43 del 92; la legge 50/93 sugli habitat naturali, l’istituzione del Parco il 5 giugno del 1995 e, ancora, una delibera della giunta regionale del 27 dicembre 2016, la numero 877 che, riprendendo precedenti normative, individuava i Siti di interesse comunitari (Sic) e le Zone a protezione speciale (Zps). Nessuna di queste normative» sottolinea Di Giovine, «contempla il divieto di balneazione, né parla di usi civici per quei territori che, istituiti da tempo immemorabile, vigono ancora. Qui sarebbe possibile pescare, raccogliere legna e fare pascolo. Dunque le sanzioni a carico dei turisti non potrebbero essere appoggiate a nessuna normativa specifica. La nostra associazione ha messo a disposizione il dipartimento legale, esperto in materia ambientale (segreteria 339/1739860), per dare gratuitamente assistenza a tutti i multati ai quali, fra l'altro, non è stata rilasciata copia della multa per poter produrre ricorso avverso la sanzione nelle sedi opportune. Sulla questione che il divieto di balneazione alla Cisterna di Bolognano esistesse da decenni», conclude il presidente, «nessuno mai lo ha saputo. Giovani e adulti raccontano di essersi bagnati in quella pozza fin da quando erano bambini e nessuno mai ha avuto da ridire».
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