«Nessuna ospitalità» Popoli dice no all’arrivo di migranti
Presa di posizione del sindaco Galli contro eventuali arrivi «Non abbiamo immobili, l’economia si basa sul turismo»
POPOLI. L’emergenza migranti tocca anche Popoli, in queste ultime settimane oggetto di attenzione come eventuale destinazione per la collocazione di un numero imprecisato di profughi.
Una ipotesi che ha destato molta preoccupazione in città e sulla quale interviene il sindaco Concezio Galli: «In questi ultimi giorni le notizie circolate circa l’arrivo nel nostro paese di un gruppo di migranti sta destando molta apprensione e inquietudine nella collettività popolese. Già nello scorso mese di dicembre, in seguito a una comunicazione della Prefettura di Pescara, l’amministrazione comunale rispose negativamente a dare la disponibilità ad accogliere gruppi di migranti a causa della evidente, assoluta mancanza di strutture idonee».
«La nostra città», prosegue il primo cittadino, «rientra fra i comuni del cratere sismico e a tutt’oggi non dispone di immobili e impianti adatti ad accogliere persone. Del resto ancora oggi la sede municipale è in una struttura provvisoria in contrada De Condre essendo la vecchia sede di salita di Cocco inagibile per gravi lesioni, così come la scuola è ospitata all’interno di un modulo ad uso provvisorio (Musp). La ricostruzione privata procede con estrema lentezza per cui moltissime abitazione sono ancora inagibili e non in grado di ospitare neanche i legittimi proprietari».
Il sindaco fa notare che ad oggi Popoli «non è nelle condizioni di poter accogliere e dare ospitalità a nessuno.
«La già debole economia locale», incalza Galli, «si regge su un unico elemento: quello del turismo, del resto molto aleatorio e che solo in questo periodo di bella stagione riesce a dare un minimo di respiro alle strutture alberghiere e ricettive presenti in città e nel comprensorio».
Il sindaco, in rappresentanza dell’intera amministrazione comunale vuole ribadire con estrema chiarezza che «la mia presa di posizione è di carattere oggettivo e tiene conto solo della realtà che in questo momento Popoli e la sua comunità vivono. Non ci sono altre motivazioni di nessun genere. Una realtà come quella dei piccoli comuni dei territori interni», fa notare ancora Galli, «è il più delle volte sconosciuta al governo centrale e agli enti sovracomunali se non per i continui, ripetuti tagli ai fondi e trasferimenti operati da un po’ di tempo. La nostra convinzione ci porta a concludere che non si possono subire passivamente decisioni imposte dall’alto in nome di una solidarietà aleatoria, non vera, ma proposta», conclude il sindaco, «con l’illusione di un futuro compenso economico da parte dello Stato, anche se in realtà noi siamo impossibilitati ad elargirla».
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