Neve e D’Alfonso sfrattano il ricordo dell’eroica maestra

BUSSI SUL TIRINO. Avrebbero voluto organizzare una manifestazione in paese, per commemorare il 62° anniversario della scomparsa della maestra Lola Di Stefano, ma le condizioni del tempo proibitive e...
BUSSI SUL TIRINO. Avrebbero voluto organizzare una manifestazione in paese, per commemorare il 62° anniversario della scomparsa della maestra Lola Di Stefano, ma le condizioni del tempo proibitive e il concomitante evento della visita del presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, per il meeting nella sala consiliare sul caso Bussi, lo hanno impedito.
La dirigente scolastica Patrizia Corazzini, però, assicura che l’insegnante che diede la sua vita per salvare quella dei ragazzi, avrà un momento di riflessione a scuola con tutti i ragazzi, per far comprendere loro il gesto eorico che compì e che è rimasto scritto nella storia e nel cuore di quei bambini che oggi vivono ancora a Bussi.
Era il 19 gennaio del 1954 e dalla fabbrica chimica si ebbe una ennesima fuga di cloro. Suonò la sirena d’allarme,come era capitato altre innumerevoli volte. Ma quel giorno il gas non fu controllabile. La maestra, per mettere in salvo i bambini, portarli uno a uno nel pulmino per allontanarli dal paese, senza protezioni, rimase gravemente ustionata inalando il gas. I suoi polmoni bruciarono e per lei fu la fine. A Bussi la scuola è intitolata a lei, la maestra Lola. «Dopo 60 anni l'esempio della maestra Di Stefano è più vivo che maidice la Corazzini «un punto di riferimento per tutta la scuola italiana». (w.te.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

