Nido privatizzato, futuro incerto

25 Luglio 2017

Orsini e Silvestri (Pd): a oggi non si sa se riaprirà a settembre

SAN GIOVANNI TEATINO. «Si spengono le luci sull’asilo nido comunale Arcobaleno. A chi verrà affidata l’educazione dei nostri figli? Che fine faranno i dipendenti del nido e degli altri servizi che verranno privatizzati?». Sono gli interrogativi del segretario Pd di San Giovanni Teatino, Angelo Orsini, e della consigliera comunale Cinzia Silvestri, contrari all’esternalizzazione dell’asilo, del trasporto scolastico e della gestione del verde. Servizi che nelle prossime settimane, a causa delle casse vuote del Comune, finiranno sul libero mercato. «Chi ha sperato in un ripensamento dell’amministrazione Marinucci si è dovuto ricredere », affermano gli esponenti Pd, «l’opera di smantellamento iniziata con la vendita della farmacia comunale si sta per completare con la chiusura dell’Arcobaleno». I genitori e le forze politiche contrarie alla cessione del nido d’infanzia, una struttura con oltre cento posti frequentata in media da circa 70 bambini, hanno sperato fino all’ultimo che il Comune facesse dietrofront dopo la petizione sottoscritta da quasi mille cittadini promossa dai sindacati.
«Invece il sindaco Marinucci e la sua maggioranza sono andati avanti imperterriti», proseguono Orsini e Silvestri, «neanche le proposte dei genitori, disposti a pagare tariffe più alte pur di mantenere in vita la struttura, sono servite a scongiurare la chiusura del nido». La privatizzazione è stata ufficializzata nel corso del consiglio comunale di mercoledì scorso, quando alla presenza di bambini, genitori e delle educatrici del nido, è stata approvata la delibera che revoca alla municipalizzata Sgt Multiservizi il servizio di assistenza ai bambini da 3 mesi a 3 anni. A questo punto bisogna attendere il bando di gara, per vedere se arriverà un’impresa interessata ad aprire, dal primo settembre, il nido Arcobaleno. «Ad oggi non c’è certezza sulla riapertura a settembre che, in ogni caso, nulla avrebbe di comunale se non le mura», concludono gli esponenti Pd. «La maggioranza», vanno avanti, «potrebbe anche optare per la concessione dei locali con il vincolo di destinazione a servizi per la prima infanzia, dietro pagamento di un canone da parte del privato. Il Pd è vicino ai lavoratori e a tutti coloro che hanno manifestato per mantenere la struttura, convinto che l’esternalizzazione il più delle volte determini un peggioramento della qualità dei servizi, oltre al venir meno delle garanzie sui livelli occupazionali». (g.d.l.)
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