Niente acqua, Masci batte i pugni «Basta, situazione inaccettabile»

10 Luglio 2021

Dopo gli ultimi razionamenti programmati fino a domani, il sindaco scrive al presidente dell’Aca: «Nelle case dei pescaresi vanno assicurati livelli di vivibilità, questi disagi non sono più sopportabili»

PESCARA. L’acqua esce a gocce dai rubinetti che, altre volte, sono totalmente a secco. I cittadini protestano e si arrangiano come possono per sopperire alla carenza idrica: riempono bacinelle e taniche, attingono dai pozzi o si fanno la doccia con la minerale. L’Aca, Azienda consortile acquedottistica, informa i cittadini sfornando tabelle di chiusure e riduzioni del flusso giustificando tali misure con l’abbassamento dei livelli di acqua nei serbatoi a causa dell’assenza di pioggia.
E il sindaco Carlo Masci scrive una lettera al presidente dell’Aca, Giovanna Brandelli, per chiedere «interventi immediati utili a garantire una sufficiente erogazione del prezioso liquido in quei distretti del territorio comunale in cui il problema si è manifestato», a Pescara e in provincia.
Che l’acqua manchi d’estate «è storia vecchia», un disservizio «che si ripropone, purtroppo, ciclicamente», conseguenza, secondo il sindaco, di una «gestione approssimativa delle risorse idriche nel periodo estivo». Una vecchia storia fatta di «penalizzazioni alla cittadinanza, razionamento e sospensioni dell’erogazione dell’acqua, disagi e proteste senza freno che investono persino il Comune, parafulmine inconsapevole di decisioni prese altrove». Tutto questo «è inaccettabile» sottolinea Masci e «rassegnarsi non si può». Una situazione che Aca trascina «al limite della sopportabilità» perché, analizza il sindaco, se è vero che da una parte «le carenze idriche possono essere generate da eventi naturali», ma è pur vero che «il nodo gordiano nella rete disperde acqua nel terreno con uno spreco abnorme» che genera «ritardi e disagi enormi per una ampia fascia di popolazione. Non ci si può stupire che col caldo aumentano i consumi d’acqua e non certamente per capriccio, ma ci si stupisce che si arrivi impreparati all’arrivo della bella stagione, subendone le ricadute in termini di consumo e lasciando i rubinetti a secco. La ciclicità diventa regola anche nei disservizi». Così si rischia di «trasformare la straordinarietà in normalità». Allora, che fare? Ancora Masci: «Dal punto di vista tecnico occorre agire presto. Colpe e responsabilità arrivano da lontano ed è ovvio che l’attuale governance dell’Aca non può farsene carico. Ma può essere artefice di un deciso cambio di rotta gestionale». Come? «L’Aca è chiamata», scrive il sindaco, «a fornire risposte certe, ad assicurare a livelli di vivibilità il flusso dell’acqua nelle case dei pescaresi, a riconquistare un limite di accettabilità a disagi e penurie che oggi sono pesantissime e non più sopportabili».
Intanto dai tabulati dell’Aca si evince che la situazione è tornata normale a San Silvestro, 3mila abitanti interessati alla chiusura idrica, dalle 22 alle 6, fino a giovedì scorso. Mentre i disagi proseguono anche domani a Pescara Colli, strada Colle Scorrano e Colle di Mezzo e relative traverse (18mila abitanti) dove dai rubinetti scorrerà un filo d’acqua dalle 23 per poi riprendere il flusso normale dopo le 6 del mattino di lunedì.
Sempre domani mancherà l’acqua a Città Sant’Angelo, tra le 22 e le 6, in contrada Cipressi, contrada Piano di Sacco, contrada Campagna, Colle Tondo, Colle Razzi, contrada case Fagnani, San Giacomo, Fonte Canale e Fonte del Moro. La chiusura idrica interessa 4.400 abitanti.