Niente alcol dopo la mezzanotte: Masci convoca i gestori dei locali

Passa la linea indicata dai residenti: va seguita la legge del 2001 per la somministrazione all’aperto E nella riunione di ieri con le associazioni, sindaco e assessore hanno chiesto il rispetto della norma
PESCARA. Il divieto di consumo degli alcolici dopo la mezzanotte sul suolo pubblico. È stato questo l’oggetto di una riunione convocata dal sindaco Carlo Masci con le associazioni di categoria. Presenti all’incontro con il primo cittadino e con l’assessore al Commercio Alfredo Cremonese, i rappresentanti di Confartigianato, Confesercenti, Ascom, Casartigiani e i titolari di alcuni locali del distretto di piazza Muzii.
A quanto si apprende, tutto sarebbe stato incentrato sulla necessaria applicazione del dispositivo di legge nazionale, che impedisce su tutto il territorio italiano il divieto di consumare e somministrare bevande alcoliche dopo la mezzanotte su aree pubbliche. L'applicazione della legge 125/2001 è sempre stata invocata a gran voce da parte dei residenti del comitato Tranquillamente Battisti, nell'atavico braccio di ferro con le attività di food and beverage della zona di piazza Muzii. Appena pochi giorni fa, dopo l'ennesima rissa che si era scatenata nella zona, avevano scritto al prefetto chiedendo una maggiore attenzione sulla questione e il portavoce Federico Di Filippo aveva evidenziato come il problema fosse solo uno: «Dopo la mezzanotte si consente la somministrazione di alcol negli spazi pubblici, somministrazione che a quell’ora è vietata. E per spazi pubblici», rimarcava, «si intendono anche i tavolini all’aperto. Bisogna solo far rispettare la legge che già c’è».
A pochi giorni da quelle dichiarazioni, arriva la riunione che porta l’attenzione proprio sul dispositivo di legge. «Abbiamo informato i locali che c’è questa normativa, tutto qui», sgonfia il sindaco Masci, «ma per quanto riguarda il Comune non c’è alcuna previsione di controlli». Dalle associazioni le reazioni sono variegate.
Il direttore di Confesercenti Gianni Taucci, presente all'incontro insieme al presidente Marina Dolci, frena. «Non c’è nessuna direttiva per ora, ma una semplice informazione. Bisogna prima capire questa legge come viene applicata». Polemico, invece, Mario Palladinetti, referente per la zona del centro per Confartigianato. «Questo si chiama proibizionismo. È follia. Il weekend era l’unico momento in cui la zona del centro, su cui incide anche l’ordinanza comunale che impone la chiusura a mezzanotte durante la settimana, poteva lavorare più tranquillamente. Ora sarà il colpo di grazia per tutti. I locali già stanno rischiando la chiusura con tutto quello che è successo per via del Covid. Far rispettare la legge significa spegnere la città. Questo si ripercuoterà non solo sul settore del food and beverage, ma su tutto il commercio, perché ogni settore è collegato all’altro e già le limitazioni orarie si stanno ripercuotendo sul movimento generale e quindi sugli altri negozi. La città sta andando al collasso. Noi facciamo somministrazione nelle nostre pertinenze. Se venisse applicata questa legge significherebbe per noi far consumare fino alle 3 solo all'interno del locale, ma all'esterno dopo la mezzanotte non potremmo servire più alcolici e superalcolici».
Si dimostra invece d’accordo Dino Lucente di Casartigiani. «È un provvedimento pesante», ammette, «ma credo che sia giusto limitare il consumo di alcol dopo la mezzanotte. Forse il problema potrebbe generarsi maggiormente d'estate».

