Niente aula, 5ª cancellata Scoppia l’ira dei genitori

21 Settembre 2020

È bufera al liceo scientifico D’Ascanio, per lo smembramento di una classe La preside: «Colpa dell’Ufficio scolastico. Sono amareggiata come le famiglie»  

MONTESILVANO. La classe 5ª G del liceo scientifico “Corradino D’Ascanio” viene soppressa, e si scatena l’ira dei genitori: «La preside non ci ha convocati in tempo per informarci della circostanza, nè per chiesto il nostro parere sulla decisione che ci ha colti di sorpresa dopo che noi abbiamo organizzato il rientro a scuola dei nostri figli e comprato i libri. Siamo delusi sulla modalità di gestione della vicenda che comporterà lo smembramento di una classe di 19 studenti rimasti uniti per cinque anni. Sappiamo che saranno divisi a gruppi di 5-6, ma dove saranno collocati?», si chiedono i genitori Maria Cerino, Sonia Di Silvestre, Nora Balogh, Monia Pecorario, Loredana Panosetti, Simonetta Berardinucci, Sabrina Di Cintio, Walter Ventoso, Francesca Pavone, Carmela Renza e Massimo Villani. A stretto giro, la replica del dirigente scolastico Danila De Angelis, che si dice estranea alla decisione di cancellare la 5ª G: «Comprendo le ragioni dei genitori, ma se loro sono arrabbiati, io lo sono di più. Trovo vergognoso smembrare una classe terminale, soprattutto per ragioni di continuità didattica, complicata dall’emergenza sanitaria. La decisione di sopprimerla non è stata mia, ma dell’Ufficio scolastico territoriale che non ha fornito spiegazioni ad eccezione del diniego allo sdoppiamento che, peraltro, non ho mai chiesto. Ma mi sono dovuta attivare in tal senso, spalmando gli studenti della 5ª G nelle altre sezioni. Io ho appreso la notizia con la stessa amarezza delle famiglie che convocherò lunedì mattina (oggi ndc) a scuola per spiegare loro cosa è accaduto, carte alla mano». L'incontro con la preside del D'Ascanio (1000 studenti, 90 docenti) richiesto dal rappresentante di classe Bruno Baldonero con una mail inviata sulla posta dell'istituto alle 19.08 di sabato scorso (che la preside dice di aver letto «in tempo reale») è previsto per oggi in tarda mattinata. Le famiglie, che hanno appreso della soppressione della classe dalla bacheca del registro elettronico, chiedono di sapere «perché non siamo stati informati in tempo, perché è stata scelta proprio quella classe che ha un numero esiguo di studenti, 19 e non più 23»; perché ai loro figli «non è stata data la possibilità di decidere la collocazione nelle aule e la scelta dei compagni con cui arrivare all'esame di Stato e perché non ci hanno bloccati nell’acquisto dei libri scolastici dal momento che altre sezioni hanno testi diversi. Ci sentiamo defraudati e delusi». «Ancor di più» sostiene di esserlo la preside De Angelis che ha «trascorso l'estate a chiedere lumi all'Ufficio scolastico provinciale senza ottenere risposte neppure dalle organizzazioni sindacali informate sulla vicenda. Ho mandato agli enti interessati decine di mail, ma nessuno si è degnato di rispondermi. Per questo, in mancanza di risposte certe, non ho potuto informare ufficialmente le famiglie, giustamente indignate come me per l’interruzione della continuità didattica». Infine, l'affondo della preside alla Provincia: «Se le quindici aule al terzo piano fossero state ristrutturate, e non solo una, avrei avuto tutti gli alunni in presenza».
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