«Niente bici nei luoghi di lavoro»

Gli autotrasportatori del Fai: è una follia la pista ciclabile sulle aree di due ditte
SAN GIOVANNI TEATINO. Il tratto della pista ciclabile Pescara-Sambuceto, che taglia in due le attività produttive pescaresi Soget trasporti e officina Vamar di via Fosso Cavone, a Fontanelle, nel mirino del sindacato degli autotrasportatori Fai. Il segretario regionale dell’organizzazione, Carlo Antonetti, contesta il “taglia e cuci sulla carta”, da parte degli uffici tecnici comunali, che non tiene conto di cosa ci sia concretamente sul territorio, nemmeno quando a essere cancellate sono aziende.
«In passato, quando si parlava di delocalizzare le nostre imprese di autotrasporto e logistica dalle aree, divenute nel frattempo commerciali o abitative, a zone più idonee, abbiamo presentato diverse soluzioni che puntualmente le amministrazioni hanno lasciato cadere nel dimenticatoio» commenta il segretario Fai, «adesso, quando i nodi dei problemi arrivano al pettine, nessuna soluzione viene messa sul tavolo. Oggi si arriva perfino all’esproprio. Gli uffici tecnici, che con facilità tagliano e cuciono sulla carta, dovrebbero prima riflettere su cosa stanno elaborando prima di danneggiare irreparabilmente imprese e cittadini».
Secondo Antonetti, un conto sarebbero gli espropri per un gasdotto o per un elettrodotto, «ma l’esproprio per una pista ciclabile, che può essere realizzata nelle vicinanze, su superfici con impatto lavorativo molto più basso, non lo riesco a capire. Per un’attività di autotrasporto e logistica, gli spazi sono vitali, per le dimensioni dei mezzi e dei carichi, oltre che per la sicurezza degli addetti e dei mezzi. Non si possono tagliate con una matita fette di spazio senza pensare alle conseguenze. Ritengo utile un ripensamento da parte delle amministrazioni coinvolte e l’avvio di confronto serio».
In caso contrario, il sindacato annuncia il sostegno a manifestazioni di protesta che eventualmente le aziende danneggiate dalla pista ciclabile dovessero organizzare: «Appoggeremo le istanze di protesta con azioni, anche clamorose, a livello locale e nazionale, per sensibilizzare la cittadinanza e le amministrazioni, in difesa del diritto di svolgere la propria attività e dei posti di lavoro». (g.d.l.)
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