Niente casa agli abusivi e ai condannati

Gli stranieri possono partecipare ai bandi di assegnazione solo se hanno più di cinque anni di residenza in Abruzzo
PESCARA. Case popolari, ecco le 4 novità della nuova legge su chi ne ha diritto approvata in consiglio regionale con voto trasversale e gli emendamenti decisivi di Lorenzo Sospiri (Forza Italia) e Domenico Pettinari (M5S).
1) IL REQUISITO DEI 5 ANNI. «Gli alloggi verranno assegnati a chi possiede la cittadinanza italiana ovvero, per i cittadini stranieri, la regolare residenza da almeno 5 anni consecutivi nel territorio nazionale».
2) FAVORITI I RESIDENTI. «Il richiedente dev'essere residente da almeno 5 anni nel bacino di utenza cui appartiene il Comune che emana il bando» .
3) LO STOP AI PREGIUDICATI. «Il richiedente non deve aver riportato, negli ultimi 10 anni dalla data di pubblicazione del bando, a seguito di sentenza passata in giudicato o di patteggiamento, condanne per delitti non colposi per i quali sono previste pene detentive non inferiori ai 5 anni».
4) E LO STOP AGLI ABUSIVI. «Introduce il divieto per le società erogatrici di luce gas e acqua di stipulare contratti per alloggi Ater e comunali con soggetti sprovvisti del titolo di assegnazione, e l'interruzione del servizio nei casi accertati di occupazione abusiva».
Il progetto di legge, primo firmatario Sospiri, sottoscritto dai consiglieri Gianni Chiodi, Mauro Di Dalmazio, Lucrezio Paolini e Sandro Mariani, modifica l’articolo 2 della legge 96 del 1996 che non prevedeva nessuna quantità temporale né per il primo criterio di assegnazione, ovvero la cittadinanza italiana, né per il secondo, cioè la residenza anagrafica o l’attività lavorativa nel Comune nel quale si fa domanda di un alloggio popolare.
In altre parole si poteva avere la cittadinanza italiana o la residenza anagrafica o l’attività lavorativa per un mese ed acquisire il diritto a richiedere l’alloggio popolare. Ma dal 1996 ad oggi i flussi migratori e le fasi di successiva integrazione sono molto cambiati. Secondo l’Istat gli stranieri residenti in Abruzzo al primo gennaio 2017 sono saliti a 86.556, pari al 6,5% della popolazione residente. Sarebbero invece 3mila i cittadini in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (Erp). Quasi tutte le regioni, a partire da Toscana ed Emilia Romagna, hanno già inserito il criterio della quantità temporale della residenza. L’Abruzzo si è adeguato andando oltre. «Con emendamenti miei e del M5S», dice Sospiri, «abbiamo inserito il requisito di condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi per i quali è prevista la pena detentiva non inferiore a 5 anni per poter richiedere la casa». Delitti come il traffico di droga, l’usura, il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, il gioco d’azzardo, la detenzione e il porto abusivo di armi e il riciclaggio di denaro sporco. Si deve infine a Pettinari l’emendamento che dà lo stop all’occupazione abusiva di una casa popolare. Chi lo fa non ha diritto a gas, luce ed acqua.

