«Niente colate di cemento nell’ex stazione»

Il sindaco parla di nuovo del progetto: previsti parcheggi per 2mila macchine, non ne servono di più
PESCARA. «Il progetto del parco centrale ha come fulcro la rinaturalizzazione dell’area di risulta. Saranno evitate colate di cemento per realizzare strutture che appesantiscono l’intervento e sono destinate a diventare altre cattedrali nel deserto, di cui Pescara può e deve farne a meno». A pochi giorni dalla presentazione in consiglio comunale della delibera sulle aree di risulta (la data della seduta non è stata ancora fissata), Marco Alessandrini è intervenuto per parlare di nuovo del progetto, criticato fortemente dall’opposizione.
«Abbiamo previsto un parco per portare vita su un vuoto che diventa insicuro e ad elevato rischio degrado», ha affermato, «su questo il piano finanziario prevede una voce specifica per il controllo e la sicurezza a carico del concessionario, tra l’altro con 150.000 euro annui per un servizio di sorveglianza 24 ore su 24». «Rimane la necessità», ha fatto presente, «di un capiente parcheggio, che occupi la minore superficie possibile e allo stesso tempo non determini costi insostenibili, come per esempio accadrebbe con un parcheggio totalmente interrato che qualcuno propone. Di qui la scelta di collocare la maggior parte dei posti in due silos situati alle due estremità dell’area». Parcheggi che avranno anche un costo maggiore di quello attuale. Uno studio, che verrà sicuramente rimodulato, prevede tariffe giornaliere fino a 9 euro. In proposito il sindaco ha avvertito: «È evidente che quello del parcheggio risulta uno degli aspetti capaci di generare continui equivoci e posizioni solo intransigenti, senza la valutazione di alternative, o proposte migliorative, rispetto a quella che è e che al momento resta solo un’ipotesi, non nascosta, ma sottoposta a confronto in seno alla maggioranza, com’è giusto che sia e che poi verrà condivisa in fase di discussione consiliare».
«La base è la fattibilità», ha aggiunto, «perché la riqualificazione dell’area di risulta non aspetti altri 30 anni. Al parco centrale non servono 5.000 posti auto, ce lo dicono gli esperti della mobilità incaricati di studiare la situazione di Pescara, comparandola anche a quella di altre città come la nostra, dove, peraltro, la sosta è notevolmente più cara. Gli attuali 2.200 posti auto sono occupati oggi a meno del 65 per cento, ma soprattutto tutte le analisi compiute dagli esperti consultati concordano sul fatto che il costo di realizzazione e poi di gestione di un numero maggiore di stalli, secondo l’andamento della domanda, renderebbe antieconomica l’impresa».
«Malgrado i 12 milioni di finanziamento pubblico a carico del Masterplan», ha concluso Alessandrini, «gli investimenti da attrarre devono essere remunerativi per chi sceglie di investire sull’area. Ragionare, dunque, su come rendere attrattivo l’investimento per il privato, perché 12 milioni di euro non bastano. Bisogna valutare gli interessi di tutti».
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