Niente fondi per le grandi feste della città

19 Maggio 2015

Il Comune taglia 64mila euro per Sant’Andrea, San Cetteo e Madonna dei 7 Dolori. «Ma le chiese non pagheranno la Cosap»

PESCARA. Il taglia e cuci necessario per far quadrare i conti in rosso del Comune andrà a incidere anche sulle tradizioni religiose e civili: da quest’anno non saranno più erogati i fondi pubblici per sostenere l’organizzazione delle feste della Madonna dei Sette dolori, Sant’Andrea e San Cetteo.

Ma per non recidere il filo di una storia pluridecennale che mescola fede e folclore e accontentare i tre comitati festa parrocchiali che nel triennio dal 2012 al 2014 hanno incassato complessivamente 64mila euro di contributi, l’assessore al Turismo e commercio Giacomo Cuzzi prova a giocare la carta dell’esonero dal pagamento della tassa sull’occupazione di suolo pubblico.

In particolare, dopo l’ok unanime del consiglio all’eliminazione dell’odiata tassa sulle insegne di esercizio dei 1.576 negozi e allo snellimento, diminuzione e semplificazione dei costi dei contratti, la nuova idea è dispensare gli ambulanti dal canone municipale per la sistemazione delle bancarelle e del palco degli spettacoli. Il tutto nei giorni in cui si terranno le celebrazioni religiose e civili: la prima settimana di giugno per la festa della Madonna dei sette dolori ai Colli, il primo e l’ultimo fine settimana di luglio rispettivamente per Sant’Andrea protettore dei pescatori e San Cetteo patrono di Pescara. Da questo pacchetto di sgravi sono tuttavia escluse le giostre, i cui proprietari dovranno regolarmente versare al Comune le somme previste nel regolamento Cosap (Canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche).

«La situazione finanziaria è drammatica», sottolinea Cuzzi, «non possiamo più mantenere gli impegni economici sostenuti negli anni scorsi. Ma visto che non possiamo contribuire direttamente all’organizzazione delle tre feste principali della città e allo stesso tempo vogliamo mantenere queste tradizioni identitarie e caratterizzanti, la mia proposta è sgravare i comitati festa parrocchiali almeno dal pagamento dell’occupazione del suolo pubblico».

In base ai calcoli di Cuzzi, si tratta di 15mila euro totali di mancato incasso per il Comune, «una somma comunque inferiore a quanto versato dalla passata amministrazione». La delibera sarà discussa dall’aula nella seduta di oggi alle 19. Intanto, in tema di modifiche al regolamento Cosap, sono passate all’unanimità le due proposte del Movimento 5 stelle e dell’assessore Cuzzi che prevedono alcuni sgravi significativi per chi ha un’attività commerciale. Come puntualizza la capogruppo pentastellata Enrica Sabatini, da quest’anno non si pagheranno i 675 euro ogni tre anni per il rinnovo dei contratti dei cartelli che pubblicizzano le attività dei locali: sono state infatti abolite le 7 marche da bollo e il contratto con l’Agenzia delle entrate, mentre si farà una sorta di autocertificazione chiamata Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) che costa 75 euro.

Quanto alla variazione dell’articolo 19 del regolamento Cosap voluta da Cuzzi in recepimento di una sentenza del Consiglio di Stato e «relativamente alle insegne di esercizio e al criterio di applicazione del canone per le occupazioni di spazi pubblici con cartelloni o altri mezzi pubblicitari», è stato stabilito di limitare il pagamento allo spazio di proiezione al suolo del cartello, quindi alla superficie regolarmente occupata e non alla dimensione espositiva. Inoltre le insegne di esercizio di qualsiasi grandezza, definite dall’articolo 23 del codice della strada, saranno esentate dall’applicazione del canone. «Stimiamo un risparmio di 70mila euro all’anno da parte dei commercianti», rimarca l’assessore, «questo è uno dei provvedimenti studiati ad hoc per rilanciare il commercio».

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