Niente maxi schermo questa sera I commercianti: un grave danno

Malumore in città dopo l’invito del prefetto a evitare proiezioni pubbliche in occasione della partita Tra le critiche, anche quelle del sindaco Luciani: il vero problema sono gli eventuali festeggiamenti
FRANCAVILLA. L’invito del prefetto di Chieti Armando Forgione di evitare i maxischermi in tutta la provincia in occasione della partita di questa sera tra Italia e Inghilterra ha fatto storcere il naso ai francavillesi. Il sindaco Antonio Luciani e alcuni rappresentanti dei commercianti fanno sentire la loro voce.
In città, la proiezione delle partite degli Azzurri è stata un rituale a partire dalla prima sfida contro la Turchia, occasione nella quale si era assistito anche all'inaugurazione del Centro di aggregazione giovanile. Martedì scorso, per la semifinale contro la Spagna, un secondo schermo era stato montato in piazza Sirena, intorno al quale si erano radunate diverse persone. Lo stesso si voleva fare in occasione della finale di questa sera, ma l’invito del prefetto di Chieti ha smorzato i facili entusiasmi.
Il motivo, come facile immaginare, è il cercare di prevenire gli assembramenti già visti durante le partite della Nazionale, ma in questo modo il rischio è quello di penalizzare anche le diverse attività di ristorazione, impossibilitate a lavorare.
«Mi allineo, ma non senza dire la mia», scrive poco convinto il sindaco Luciani. «Punto primo le autorità invitano, e non vietano, i maxischermi nelle piazze. Un metodo sempre amato di scaricare la responsabilità sui sindaci salvo poi poter dire noi l'avevamo detto», incalza il primo cittadino. «In secondo luogo questa scelta rappresenta l'ennesimo danno economico per le attività che credevano di poter fare e invece non possono. Inoltre, ritengo che la visione della partita, con distanziamento e mascherina non sia il vero problema. Lo sono, al contrario, gli eventuali festeggiamenti, già visti nelle precedenti occasioni. Infine vorrei far notare che stanno per riaprire le discoteche e le spiagge funzionano regolarmente, per fortuna. Spiegatemi la differenza».
Sul punto intervengono anche i commercianti. Maurizio Nastasi è il rappresentante di quelli della Sirena: «Prendere decisioni in queste circostanze non è mai facile, però non trovo una grande logica nello sconsigliare i maxischermi, se poi a fine partita ci sono migliaia di persone a riempire le strade. Questa poteva essere una buona occasione soprattutto per attività come bar e ristoranti. Auguriamoci che possano rifarsi nel dopo partita», conclude.
Sul tema interviene anche Valerio Cerasoli che lavora in una gelateria proprio alla Sirena: «Durante la partita contro la Spagna si è visto un po’ di movimento. In queste circostanze, soprattutto le pizzerie e i pub sono gettonatissimi e il togliere la possibilità di riunirsi in piazza sicuramente penalizza le attività».
Poi aggiunge: «Non nascondo che un minimo di rammarico c’è. Soprattutto, se fosse stato un provvedimento omogeneo e costruito anche con altri divieti avrebbe avuto un senso. Ma negare solo la visione della partita senza intervenire sul prima e, soprattutto, sull’eventuale, dopo rende la misura poco utile».
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