Niente Pala Dean Martin per l’Abruzzo in miniatura

MONTESILVANO . Non ci sarà una parte del Pala Dean Martin destinata all’Abruzzo in miniatura, “creatura” in evoluzione che da tempo porta avanti Livio Bucci, artista di Bussi sul Tirino. Il Comune...
MONTESILVANO . Non ci sarà una parte del Pala Dean Martin destinata all’Abruzzo in miniatura, “creatura” in evoluzione che da tempo porta avanti Livio Bucci, artista di Bussi sul Tirino. Il Comune ha in mente altri piani per la struttura, e presto sarà revocata ufficialmente la concessione d’uso fatta lo scorso marzo.
«Già ai tempi in cui ero vice sindaco e assessore», spiega Ottavio De Martinis, primo cittadino eletto a maggio, «avevo manifestato le mie perplessità sulla questione allo stesso Bucci. Non mettiamo in dubbio la valenza artistica del progetto e dell’opera, ma dobbiamo fare anche i conti con una serie di valutazioni, sia generali sia locali. Innanzitutto, dobbiamo considerare ad esempio che l’Italia in miniatura di Rimini non vive più i fasti di un tempo: e si tratta di un’idea simile, con una lunga tradizione e per di più in una zona come l’Emilia-Romagna che attrae più turisti dell’Abruzzo. Mi chiedo perciò quanto possa essere produttivo replicare una cosa di simile nella nostra regione, impegnando in maniera permanente una parte considerevole del Pala Dean Martin». Per De Martinis e la sua giunta quindi il gioco non vale la candela: o meglio, l’investimento non avrebbe i giusti ritorni che il Comune si aspetta dal palazzetto di Montesilvano.
«È una struttura importante, che può dare tanto se sfruttata integralmente», sottolinea il sindaco, «ma se ne blocchiamo una parte rischiamo di compromettere altre destinazioni d’uso: ad esempio proprio in questi giorni per un convegno ci hanno chiesto tutto il Pala Dean Martin». Ovviamente è di diverso avviso Bucci: qui aveva programmato di portare le oltre 70 miniature finora realizzate che, secondo le sue intenzioni, col tempo possono salire fino a 500. Dalle 99 cannelle ai trabocchi, dalla nave di Cascella al castello di Rocca Calascio: un pezzo alla volta l’orafo di Bussi sul Tirino sta riproducendo l’Abruzzo e cerca casa.
Per questo, tramite la sua associazione Buxus Museum, ha risposto alla procedura con evidenza pubblica per l’affidamento in concessione d’uso del primo piano. Si era fatta avanti anche un’Ati costituita da associazione Sogni e percorsi, società Leader e architetto Tarricone. Il punteggio più alto andò però alla Buxus, e il 21 marzo è stata aggiudicata la concessione.
«Noi abbiamo vinto un appalto pubblico a Montesilvano per aprire l’Abruzzo in miniatura, ma il nuovo sindaco vuole revocare il bando», lamenta oggi Bucci, «preciso che questa attività è unica sul panorama nazionale, e questi politici vogliono bloccare un sogno di tutti gli abruzzesi: ho speso trent’anni della mia vita per questo sogno». Ma per il sindaco «quel bando di evidenza pubblica non è vincolante, e presto predisporremo la revoca ufficiale. Abbiamo altre idee per una struttura che, tra l’altro, deve essere anche oggetto di lavori di riqualificazione», ribadisce De Martinis, che conclude: «Da parte mia non c’è mai stato alcun ripensamento: ero perplesso prima su quell’affidamento, e resto convinto che oggi vada destinato a un uso diverso sul quale stiamo ragionando».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

