Niente più barriere, progetto delle scuole

PESCARA. «È una buona idea. Ora, quando ci arriverà il progetto, lo valuteremo nel dettaglio. Si tratta di capire la compatibilità del sistema di apertura dei cancelli dell’ascensore con la normativa...
PESCARA. «È una buona idea. Ora, quando ci arriverà il progetto, lo valuteremo nel dettaglio. Si tratta di capire la compatibilità del sistema di apertura dei cancelli dell’ascensore con la normativa vigente, mentre per le rampe credo di poter dire sin d’ora che siano fattibili».
È il giudizio che ha espresso il responsabile della sicurezza di Rete ferrovie italiane di Ancona, Michele Cassone, dopo aver assistito alla presentazione del progetto promosso dal Rotary club Pescara ovest «Gabriele d’Annunzio», presieduto da Pasquale Polidori e realizzato dal liceo classico d’Annunzio, dall’istituto tecnico Tito Acerbo e dall’istituto Volta intitolato «La città che vorrei» e volto all’abbattimento delle barriere architettoniche della stazione San Marco.
Durante la presentazione che si è svolta nella sala consiliare del Comune alla presenza, oltre che di Polidori e Cassone, anche del presidente dell’associazione Carrozzine determinate Claudio Ferrante e delle dirigenti scolastiche dell’Acerbo e del Volta Anna Teresa Rocchi e Fiorenza Papale è emerso che il progetto dovrebbe aggirarsi, per la sua realizzazione, intorno ai 120 mila euro di spesa.
Per gli studenti delle tre scuole cittadine che hanno preso parte al progetto, si tratterebbe, da un parte di realizzare due serie di tre rampe ciascuna, con una piazzola di riposo a metà tragitto, accompagnate - visto che, come hanno sostenuto gli studenti, gli ascensori spesso sono oggetto di atti vandalici – da due cancelli automatici da sistemare davanti alle due porte dell’elevatore.
La particolarità del progetto presentato ieri è che l’apertura dei cancelli sarebbe azionabile solo dagli utenti in possesso o di un codice, da usare attraverso un telefono cellulare, o di una scheda magnetica, ambedue forniti dall’amministrazione comunale.
«Si tratta di un progetto applicabile e avveniristico», ha commentato Ferrante, dell’associazione Carrozzine determinate. «Magari lo si applicasse. È meraviglioso», ha concluso.©RIPRODUZIONE RISERVATA

