Niente pioggia, caldo e sprechi Sarà un settembre senz’acqua

L’Aca programma nuove chiusure e anticipa i distacchi di un’ora: «La situazione è in peggioramento» Il direttore Livello: «Speriamo nelle precipitazioni invernali e puntiamo sull’ingegneria delle condotte»
PESCARA. Emergenza idrica anche a settembre? Se non arriveranno piogge consistenti, e non solo sporadici acquazzoni, la risposta è sì. E l’autunno non sarà da meno. Le temperature roventi di questi ultimi giorni di agosto, intanto, costringono l’Aca ad anticipare alle 21 l’orario delle chiusure dei rubinetti che resteranno all’asciutto nei comuni gestiti dall’azienda. Buone notizie potrebbero arrivare presto per la Val Tavo e la Val Pescara: la fine delle vacanze per tanti turisti che hanno affollato la fascia litoranea in queste ultime settimane, permetterà di razionalizzare meglio l’acqua nei centri dell’entroterra che soffrono anche per le chiusure pomeridiane degli ultimi tempi. «Con la diminuzione della domanda dalla costa, in particolare dalle zone affollate di turisti, come Silvi e Francavilla, andremo a recuperare acqua per i paesi dell’entroterra, che soffrono per riduzioni di portata delle sorgenti», dice Marco Santedicola, direttore generale dell’Aca.
LA SITUAZIONE Tra chiusure e riduzioni, poco è cambiato rispetto ad un mese fa. «In termini di disponibilità idrica non è cambiato nulla. Anzi, la situazione va peggiorando», risponde secco Santedicola. «Mancano le precipitazioni, non se ne vedono all'orizzonte. Si sta contraendo la domanda sulla costa, con le partenze dei turisti, ma cambia poco al momento nel quadro generale. Le chiusure continueranno, andremo avanti con il programma settimanale. La programmazione si fa in base alle rilevazioni del telecontrollo, ma la portata delle sorgenti varia quotidianamente, per questo sono necessarie anche chiusure straordinarie. L’impennata delle temperature non aiuta, ma con la riapertura degli uffici, dovrebbe calare la domanda. Per ora si procede ancora con pressione ridotta. E chi non ha l’autoclave va in sofferenza».
DANZA DELLA PIOGGIA Il meteo è il primo alleato dell’Aca: «Assolutamente sì, le falde si abbassano continuamente: con le piogge si abbasserebbe la temperatura e calerebbe il consumo dell’utenza. E la pioggia avrebbe anche risvolti positivi sulle sorgenti superficiali, come Vitella d’oro, La Morgia e Abbateggio: le precipitazioni qui potrebbero dare risultati immediati. La risposta a lungo termine, però, ce la darà solo la neve: se il prossimo inverno non nevicherà, nel 2025 avremo gli stessi problemi di oggi», è l’analisi del direttore tecnico dell’Aca, Lorenzo Livello.
LAVORI SULLA RETE La riduzione delle perdite, con i distretti della rete, i lavori per la sostituzione delle tubature e i contatori digitali, è la grande missione dell’Aca per il prossimo futuro. «Con i fondi Pnrr», prosegue Livello, «cerchiamo di ridurre la pressione, per ridurre le perdite. E poi lavoriamo per sostituire le reti. L’ingegneria delle reti darà grandi risultati: la stiamo realizzando nei sei Comuni metropolitani: nel 2025 con il sistema di idrovalvolve, regoleremo la pressione lì dove viene superata e si genera spreco di acqua. Mappando con un software la rete, si potrà dare pressione costante su tutta la rete». Il Pnrr darà una mano anche per il restyling della rete e la lotta alla dispersione (a Pescara e provincia tocca il 54,8%): «Sì, sulla sorgente Giardino effettueremo una separazione delle condotte da Popoli a Chieti e un potenziamento dell’acquedotto. E su Pescara ridurremo le perdite del 30% con la sostituzione di una condotta di cemento degli anni '60, che va da Colle Pineta ai Gesuiti e serve via d’Annunzio, via Chieti, corso Vittorio e risale ai Colli. Con nuovi tubi di acciaio e ghisa, stimiamo una notevole riduzione delle perdite».

