Niente processione, ma i fedeli onorano la festa

Cittadini in fila, davanti alla basilica dei Sette dolori, per adorare la statua Vietati anche fuochi d’artificio, giostre e luminarie. Mai successo in 355 anni
PESCARA. Una piccola folla, composta e distanziata tra i banchi, si è raccolta in preghiera ieri pomeriggio davanti alla statua della Madonna dei Sette Dolori, nella basilica dei Colli. Una sobria cerimonia di adorazione della mater dolorosa ha dato il via ai festeggiamenti religiosi, che andranno avanti fino a lunedì, con tante messe ma senza la tradizionale processione che ogni anno richiama migliaia di fedeli. Al rito hanno preso parte anche il sindaco Carlo Masci e il consigliere Francesco Pagnanelli, che si sono fermati in raccoglimento davanti alla Madonna col manto nero e le spade conficcate nel cuore.
Una festa a metà quest’anno, a causa delle norme antiassembramento per il Covid 19, che non consentono la presenza di folla né dei venditori ambulanti in piazza e nel quartiere.
Non saranno accese le luminarie, né gli spettacolari fuochi d’artificio. Accade per la prima volta in 355 anni di storia della parrocchia, «sorta il 26 novembre 1665 e consacrata il 30 maggio 1757. Dal 1948 il santuario è affidato all’Ordine dei frati minori cappuccini», come ricorda» il documentarista pescarese Silvano Console. Il parroco padre Vincenzo Di Marcoberardino si dice dispiaciuto: «Lo stato d’animo non è gioioso considerando il momento storico che stiamo vivendo. Il mio pensiero va anche alle famiglie degli ambulanti che purtroppo subiranno un disagio economico».
«Siamo tutti un po’ tristi», aggiunge il professor Giuseppe Troiano, che coordina il pool dei trenta volontari del comitato feste, «prima dell’isolamento avevamo iniziato i preparativi per la lotteria, i fuochi pirotecnici, le luminarie. Ci dispiace per ambulanti e giostrai». Solo il coronavirus è riuscito a fermare una tradizione centenaria. Troiano, ex docente di geografia, sottolinea che «neppure le guerre hanno fermato i sacri riti. Dopo le bombe su Pescara nel 1943, la Madonna del miracolo della pioggia, fu portata a Manoppello dove riparò nel santuario del Volto Santo, per essere protetta durante il conflitto. Caddero bombe anche nel quartiere, furono distrutti scuole e negozi, ma non la chiesa».
Le messe di oggi sono alle 6,30, officiata da padre Guglielmo Alimonti, alle 18,30 e alle 20. Domani, se sarà bel tempo, la liturgia delle 18,30 presieduta dall’arcivescovo Tommaso Valentinetti, si svolgerà nel piazzale interno del convento di via Cecamore, dove proseguirà il pellegrinaggio dei fedeli per salutare la Madonna. Col meteo inclemente la messa si terrà in basilica come le altre, a partire dalle 6,30; 8; 9,30; 10,45 e 12, fino all’ultima delle 20. Sempre alle 20, lunedì la statua della Madonna tornerà nella teca, in chiesa, con la messa di chiusura dei festeggiamenti.
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