Nike incontra i lavoratori «Ma la politica resti fuori»

Città Sant’Angelo, l’azienda ha accettato il confronto con i dipendenti del negozio all’outlet. Raccolte mille firme con la petizione avviata per scongiurare la chiusura
CITTÀ SANT’ANGELo. C'era anche il sindaco di Città Sant'Angelo Matteo Perazzetti ieri mattina con i dipendenti del negozio Nike all'interno dell'outlet, all'apertura della raccolta firme per protestare contro la scelta dell'azienda che ha deciso di chiuderlo nonostante l'ottimo stato di salute e gli utili portati a casa. Solo nella prima giornata, caratterizzata dalla prosecuzione annunciata dello sciopero, sono state circa mille le persone che hanno che hanno deciso di firmare la petizione promossa dai 22 dipendenti, il cui posto di lavoro viene messo a rischio dalle scelte aziendali. La raccolta proseguirà anche oggi all'ingresso del Village, per poi presentare il registro all'incontro fissato per mercoledì prossimo. A tal proposito, la stessa Nike ha fatto sapere al sindacato di accettare l'invito al confronto ma di volerlo circoscrivere alle parti in gioco, senza la presenza degli amministratori comunali, come si era ipotizzato in un primo momento.
Fermo restando che la decisione di chiusura sarà difficile da revocare, Davide Urbano della Cgil-Filcams spiega come l'appuntamento fissato tra tre giorni sarà l'occasione per studiare delle soluzioni concrete onde salvaguardare l'occupazione dei lavoratori: «Il nostro primo obiettivo resta quello di far cambiare idea all'azienda. Stiamo studiando delle soluzioni che in parte sono già state accennate».
A quanto pare, una di queste potrebbe essere quella di rimandare la chiusura di uno o due anni, in modo da avere a disposizione del tempo per trovare un altro marchio di pari livello da inserire al Città Sant'Angelo Village, per tutelare i lavoratori e anche la salute dell'intera struttura. Secondo alcune stime, infatti, degli oltre 70 negozi presenti, quello Nike da solo trascina tra il 20 e il 30% della clientela ed è chiaro che il suo addio rischierebbe di ripercuotersi anche sulle altre attività. Anche per questo, grande solidarietà ai lavoratori è stata espressa sia dal direttore della struttura sia dagli altri commercianti. Tuttavia, l'ipotesi di un addio posticipato è solo una delle idee nate durante queste frenetiche settimane, che stando così le cose porteranno dritte alla data del 17 novembre, individuata dall'azienda per dare lo stop all'attività. In un primo momento pare che la stessa Nike abbia prospettato ai dipendenti del negozio un trasferimento in altra sede, dove la più vicina dista oltre 200 chilometri.
Ma senza un adeguamento salariale o indennizzi per l'inevitabile trasferimento, questa strada dovrà per forza di cosa essere bocciata, posto che molti dei lavoratori hanno un contratto part-time. Va registrato inoltre che quello di Città Sant'Angelo sarebbe il quinto punto vendita outlet chiuso in poco tempo dall'azienda. Altrove, non c'è praticamente stata opposizione da parte dei lavoratori. Qui sì. Se sarà servito a qualcosa, lo si potrà capire già da mercoledì.

