No ai privati, il Palacongressi resta al Comune

Maragno rinegozia i mutui e trova i fondi per la gestione. Comardi: un punto di riferimento nazionale
MONTESILVANO. Il Palacongressi resta nelle mani del Comune. La rinegoziazione dei mutui, approvata ieri mattina in consiglio comunale, scongiura l’esternalizzazione della gestione del Pala Dean Martin. Grazie allo svincolo di 250 mila euro per l’anno in corso – ai quali si aggiungeranno altri 450 mila euro entro il 2045 – l’amministrazione comunale potrà contare sui fondi necessari per la manutenzione del palazzetto di viale Aldo Moro, evitando così di pubblicare il bando, già pronto, per affidare la gestione della struttura a un privato. Dopo l’approvazione della delibera, infatti, l’assemblea ha dato il proprio disco verde a un emendamento attraverso il quale le somme liberate nel 2017 vengono destinate alle manutenzioni del Pala Dean Martin.
«Questa struttura», commenta l’assessore al Bilancio, Deborah Comardi, «è un fiore all’occhiello della nostra città, sempre più punto di riferimento per congressi e manifestazioni di portata nazionale e internazionale». Soddisfazione per la scelta di non privatizzare il Palacongressi è stata espressa anche dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e da Gabriele Di Stefano. «Abbiamo proposto, in commissione bilancio», evidenziano i grillini, «che le somme ricavate nel 2017 dalla rinegoziazione dei mutui venissero vincolate alla manutenzione dell'edificio, con l'obiettivo di mantenerne la gestione in capo al Comune». Proposta ripresa dal gruppo #Montesilvano2019 e presentata sotto forma di emendamento ieri in consiglio. «La gestione temporanea del Pala Dean Martin», aggiunge Di Stefano, «ha dimostrato ancora una volta che non è vero che una struttura congressuale pubblica è in perdita per definizione. E se oggi possiamo affermare che il periodo di gestione temporanea del Pala Dean Martin ha dato così buoni risultati, una parte del merito va all’apparato amministrativo del Comune». Decisamente contrario, invece, il consigliere Mauro Orsini che ieri ha abbandonato l’aula al momento della votazione di un emendamento definito “dannoso e anacronistico”. «È una scelta che sono convinto si rivelerà fallimentare», commenta, «poiché sono innumerevoli gli esempi che comprovano l’inadeguatezza e l‘incapacità della pubblica amministrazione quando gestisce un’attività in house». (a.l.)
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