«No al market al Foro» Anche il Pd contro Luciani

Francavilla, il segretario del circolo cittadino contrario al nuovo insediamento «Ci sono discount a poca distanza e si rischia di mettere in crisi piccole attività»
FRANCAVILLA. Dopo l'opposizione dei consiglieri comunali di centrodestra Daniele D'Amario e Alessandro Mantini, la richiesta all'assise civica del sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, di votare a favore per il cambio da industriale a commerciale di un terreno di circa seimila metri quadrati adiacente alla chiesa degli Angeli Custodi nella zona del Foro allo scopo di far costruire un supermercato a insegna "Md", incassa il no anche di Monica Di Battista, segretario del circolo cittadino del Pd.
«Il tema del lavoro e quello della riqualificazione urbana sono punti importanti per un'amministrazione che vuole il bene della propria città», sostiene la Di Battista, «quindi le azioni volte al miglioramento delle condizioni di vita sono da considerarsi ammirevoli e degne di pregio da parte nostra».
«Tuttavia», aggiunge, «dove si annida il dubbio sull'opportunità dell'apertura di sedi commerciali discount, se come sostiene il sindaco Luciani, possono offrire risorse e vantaggi quali parcheggi e posti di lavoro (ammesso che ci siano e non vengano assorbiti dipendenti da fuori città chiudendo altre sedi?), a me sembra che si possa suggerire maggiore ponderazione, seguendo una visione complessiva della città anche per l'avvenire. Servono ancora discount e supermercati?».
Secondo la Di Battista, il rischio è quello di creare un precedente e per questo motivo si chiede: «Se ci fossero altre iniziative private, l'ente pubblico dovrebbe consentirlo a tutti?».
Per questo, il segretario cittadino indica un'altra strada da percorrere: «Da tempo il Pd sollecita l'esigenza di una variante generale al Prg (Piano regolatore generale), piuttosto che azioni di varianti puntuali che rischiano di perdere di vista il futuro per un'istintiva azione contingente. Infatti, proprio attraverso una variante puntuale al Prg si dovrebbe trasformare l'area interessata per il discount da industriale in commerciale. In aggiunta si dovrebbero considerare le realtà di vendita tradizionale di piccole attività commerciali, panetterie, fruttivendoli, macellerie, che si trovano a pochi metri dalla nascitura attività commerciale e che dovrebbero essere tutelate e non messe dal pubblico in sofferenza con una tipologia di larga distribuzione. Secondo dati nazionali Confcommercio, un discount copre per 34 mq/100 abitanti: consideriamo che a pochi metri a nord si trovano già un supermercato e un discount, quindi non esiste un'esigenza».
Infine, la Di Battista sottolinea che «aprire la selezione del personale senza che il consiglio comunale abbia deliberato favorevolmente ha, a dir poco, del poco realistico; desiderabile da parte del distributore commerciale, ma non corretto nei confronti di chi si impegna seriamente nell'attività politica».
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