«No alla chiusura del punto vaccini di Torre de’ Passeri»
Otto sindaci sul piede di guerra contro il piano della Asl Resterebbe aperto solo quello di Scafa per 22 Comuni
TORRE DE’ PASSERI. No alla chiusura del servizio vaccinazioni nel Distretto sanitario di base di Torre de’ Passeri. A sostenerlo il sindaco Piero Di Giulio, che con i colleghi di altri sette Comuni del territorio, è firmatario di una lettera inviata all’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, nella quale chiede alla Asl di sospendere la deliberazione 799 dell’11 settembre scorso in cui si stabiliscono nuove misure organizzative per la gestione e l’erogazione del servizio di vaccinazione all’interno dell’azienda sanitaria pescarese. Promettono dunque battaglia i sindaci di Torre, Corvara (Guido Marganella Di Persio), Pescosansonesco (Nunzio Di Donato), Castiglione a Casauria (Gianluca Chiola), Pietranico (Francesco Del Biondo), Cugnoli (Lanfranco Chiola), Bolognano (Silvina Sarra) e Salle (Maurizio Fonzo) contro il piano di riorganizzazione della Asl, che prevede la sospensione del servizio di vaccinazione in vari distretti di base della provincia, compreso, appunto, quello di Torre de’ Passeri. «Il servizio vaccinazione del Distretto sanitario di base di Torre de’ Passeri», dicono, «non deve essere soppresso, soprattutto alla luce dei recenti obblighi legislativi in tema di vaccini e relative certificazioni necessarie per la frequenza degli asili e delle scuole».
Per Di Giulio, primo firmatario della missiva, e gli altri sindaci, «è importante mantenere attivo il servizio vaccinazione, innanzitutto alla luce del numero consistente di utenti che arrivano dai comuni e anche da altre parti della vallata del Pescara».
La nota, oltre che a Paolucci, è stata inviata anche al manager della Asl, Armando Mancini e al direttore sanitario Valterio Fortunato, «anche in considerazione che qualità ed economicità non sono obiettivi raggiungibili con la chiusura dei punti vaccinazione. Quella di Torre de’ Passeri è una struttura perfettamente funzionante, che tra l’altro è ospitata in locali messi a disposizione della Asl gratuitamente da parte del Comune», scrivono ancora i sindaci. «È fondamentale garantire il diritto alla salute e non far pesare sui cittadini contribuenti ulteriori disagi, interminabili file e costi di trasporto. I distretti non possono essere snaturati da meri obiettivi di contabilità, ma vanno potenziati anche servendosi della comunicazione veicolata dai pediatri di base».
Qualora la deliberazione non fosse sospesa tutti gli utenti del territorio dovrebbero afferire al Distretto sanitario di Scafa che si troverebbe, in questo modo, a dover fronteggiare le richieste provenienti da ben 22 Comuni.
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