No alla nuova scuola Giardini Insorge anche l’ex sindaco

PENNE. La nuova scuola Mario Giardini, in via dei Lanaioli, non si farà. L'amministrazione del sindaco Mario Semproni spinge in questo senso, tanto che nei giorni scorsi, con delibera di giunta, ha...
PENNE. La nuova scuola Mario Giardini, in via dei Lanaioli, non si farà. L'amministrazione del sindaco Mario Semproni spinge in questo senso, tanto che nei giorni scorsi, con delibera di giunta, ha approvato un atto di indirizzo nel quale si chiede al dirigente comunale Piero Antonacci di annullare il bando con il quale è stata individuata l'impresa esecutrice del nuovo edificio scolastico. Un atto, quello della giunta comunale, che oltre ad aver ricevuto il parere negativo della segretaria generale dell’ente, Francesca Vecchi, non è andato giù agli esponenti del precedente governo cittadino.
Dopo l’interrogazione dell’attuale consigliere d’opposizione Ennio Napoletano, anche l’ex sindaco di Penne, Rocco D’Alfonso, ha voluto dire la sua sulla questione Giardini. «Il tentativo dell’amministrazione comunale di bloccare l’iter per la realizzazione della nuova scuola Mario Giardini rischia di produrre tre risultati nefasti per la collettività pennese: far perdere il contributo di 723mila euro concesso dallo Stato tramite la Regione Abruzzo, esporre il Comune a un contenzioso pesantissimo con la ditta che si è aggiudicata la gara e, cosa ancor più importante, privare la comunità di una struttura scolastica moderna e sicura».
«Bloccare l’iter di costruzione del nuovo edificio scolastico», conclude D’Alfonso, «è una scelta folle che impoverirà il patrimonio scolastico di Penne accelerando la fuga dei nostri studenti verso altri comuni». Il governo cittadino che sta tentando di annullare la procedura di bando anche con la consulenza dello studio Di Tonno, giudica la costruzione della nuova scuola assolutamente antieconomica e fuori portata. Secondo il contratto di disponibilità siglato, il Comune dovrebbe versare alla Corbo Group e alla società di progetto disignata da quest'ultima 160 mila euro per 25 anni, per un importo di oltre 5 milioni di euro. (f.bel.)
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