No alla violenza, la polizia incontra i ragazzi

4 Dicembre 2019

All’istituto Di Marzio-Michetti gli studenti ascoltano le testimonianze di prevaricazione e riscatto

PESCARA. «Non ci sono forme più o meno gravi di violenza nei confronti della donna: la violenza va sempre combattuta e soprattutto mai pensare di potercela fare da sole»: è quanto ha ribadito agli studenti dell’Ipsias Di Marzio-Michetti l’ispettore Francesca Zuccaro della squadra mobile della questura, in occasione dell’incontro “Non farti calpestare… il fiore sei tu”. All’evento contro la violenza sulle donne, nell’aula magna dell’istituto hanno partecipato tutte le classi prime, seconde e terze. Sono intervenuti la dirigente Maria Antonella Ascani, il docente Giuliano Natale come moderatore, il presidente del “Movimento per la vita” Maria Gina Fratalocchi, lo psicologo e psicoterapeuta Federico Ciaburro, l’avvocatessa Patrizia Battistella e Annarita D’Urbano, presidente e fondatrice dell’associazione Iside (Insieme alle donne nell’essere).
«Abbiamo voluto riservare l’incontro agli studenti delle prime classi perché è la fascia d’età più delicata», ha spiegato la Ascani, dirigente della scuola che ha istituito un centro di ascolto in cui ogni mercoledì c’è un medico a disposizione degli studenti.
La presidente dell’associazione Iside, Annarita D’Urbano, ha raccontato la propria esperienza ai ragazzi: «Io sono una sopravvissuta a una violenza domestica che purtroppo ha ucciso mio figlio quando era ancora nella mia pancia a due mesi, ucciso da un calcio del mio carnefice», ha ricordato, «purtroppo, c’è ancora una forte discriminazione contro la donna. La violenza nasce quando con azioni e parole si svilisce il ruolo femminile denigrando la moglie, la fidanzata o la compagna, e poi degenera inevitabilmente nella violenza fisica. Oggi ho 50 anni e non ho più avuto figli: sono riuscita a liberarmi dal mio carnefice, e dopo comincia la fase della ricostruzione, del ritrovare la propria dignità, dell’amarsi come persone. Quando il vostro ragazzo si mostra geloso in modo possessivo, quello non è amore, ma è amore malato».
«La vostra arma di difesa contro la violenza è il coraggio di denunciare, di rivolgersi alle forze di polizia e di chiedere aiuto», ha raccomandato l’ispettore Zuccaro, che pure ha avuto modo di riferire ai ragazzi un episodio di violenza emblematico che ha riguardato una sua compagna di classe quando era studentessa.