No del Comune ai palazzoni Stop al cemento selvaggio

5 Novembre 2016

Modificato il Prg dopo 15 anni di abusi: via la norma che moltiplica le cubature Di Stefano: così finalmente si fermeranno le speculazioni nelle sottozone B3

MONTESILVANO. Niente più incongruenze e interpretazioni variabili delle norme per la costruzione di edifici a Montesilvano. L’amministrazione comunale ha approvato ieri mattina una delibera per ripristinare ordine nel settore con l’obiettivo di evitare la cementificazione selvaggia in quella che da anni ormai viene definita la città del cemento a causa del boom edilizio degli ultimi decenni. Una battaglia promossa da tempo dal consigliere comunale Gabriele Di Stefano e che per volontà di quest’ultimo è approdata ieri sui banchi del consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Nei mesi scorsi, infatti, il consigliere aveva presentato una mozione sul tema, emendata dal Movimento 5 Stelle e approvata all’unanimità, che ha dato il via libera all'iter della delibera prima in commissione e poi in consiglio. «Da oggi possiamo finalmente cominciare a pensare a una città diversa con standard qualitativamente elevati», ha commentato Di Stefano a margine della seduta. «Questa delibera pone fine a tutte le speculazioni edilizie che hanno colpito Montesilvano. Gli scempi a cui i montesilvanesi hanno dovuto assistere possono finalmente diventare un triste ricordo. La città può ricominciare il suo sviluppo».

In particolare la delibera ha apportato delle modifiche agli articoli 5 e 37 delle Norme tecniche di attuazione del Prg, approvate il 23 marzo 2001, con particolare riferimento alla cosiddette sottozone B3. A causa di un probabile errore di trascrizione, per più di 15 anni infatti si sono generati problemi di interpretazione che hanno portato i costruttori ad ampliare le volumetrie – oltre le reali possibilità a disposizione – dei palazzi demoliti e riedificati in varie zone, come sul lungomare e in via Marsica solo per citare un esempio, dove vicino a casette basse sono comparsi palazzoni di 7 piani. La delibera approvata risolve dunque i problemi di interpretazione eliminando ogni incertezza e disciplinando con chiarezza gli interventi di demolizione e riedificazione nelle sottozone B3 che, pertanto, possono usufruire della maggiorazione del 20% rispetto all’indice di fabbricabilità fondiario esistente.

«Attraverso questa modifica», ha spiegato Di Stefano, «che finalmente elimina le gravi incongruenze fino ad oggi presenti, eviteremo tutte le interpretazioni che si sono succedute negli anni, e torneremo alla corretta applicazione dell’adozione del Piano regolatore, la cui prima stesura era orientata al rispetto della qualità della vita e contraria a un’ulteriore cementificazione selvaggia. Per la prima volta, dalla prima approvazione della delibera nel 2001, un’amministrazione ha affrontato la questione con precisione e serietà, permettendo così il raggiungimento di un risultato epocale per tutta la città. Questa amministrazione ha permesso di giungere alla conclusione di un problema che per anni ha colpito Montesilvano, danneggiandone l’immagine».

A detta di Di Stefano, però sono ancora molti gli interventi necessari per migliorare l'immagine di Montesilvano e soprattutto la qualità della vita dei suoi abitanti. Tra questi: verificare se ci sono gli spazi necessari per un ulteriore incremento urbanistico; intervenire su strade, servizi, rete fognaria e sulla rete idrica fatiscente; creare collegamenti tra le piste ciclabili presenti; ampliare i marciapiedi e il patrimonio arboreo; redigere un piano traffico.

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