Nocciano, in trappola la banda dei pannelli fotovoltaici

I carabinieri di Pescara e Popoli arrestano quattro marocchini che avevano rubato 520 pannelli fotovoltaici da una ditta di Fonteschiavo. Indagini per scoprire i "tecnici" e risalire ai capi dell'organizzazione criminale
PESCARA. I carabinieri hanno sgominato una banda specializzata nei furti di pannelli fotovoltaici che agiva in varie regioni del Centro Italia. Si tratta di quattro marocchini arrestati nell'ambito dell'operazione "Apollo" dei carabinieri di Pescara e Popoli, tra i 24 e i 41 anni, tutti residenti nella provincia di Salerno, a Eboli, Capaccia e Montecorvino Rovella. Nella notte del 14 luglio scorso è scattato il blitz dopo che i militari dell'Arma avevano notato un sospetto viavai di furgoni a Pianella, Nocciano e Alanno. Poco dopo è stato fermato un camion, condotto da un marocchino, al cui interno c'erano 170 pannelli fotovoltaici, nascosti dietro piccoli elettrodomestici. L'operazione si è estesa nei pressi dei caselli autostradali di Torre de' Passeri, Scafa-Alanno (Pescara) e di Chieti lungo l'A25 con l'utilizzo di 20 militari; bloccati altri due marocchini alla guida di altrettanti mezzi e recuperati altri 350 pannelli. In tutto il valore commerciale dei pannelli recuperati si aggira intorno ai 250 mila euro. «Le indagini - hanno spiegato in conferenza stampa il maggiore Massimiliano Di Pietro e il capitano Antonio Di Cristofaro - sono da approfondire per risalire anche a eventuali complici ovvero agli smontatori dei vari impianti poi venduti fra Campania e Lazio, al mercato clandestino, a 50/80 euro a fronte di un prezzo di mercato fra i 200 e i 300 euro». I quattro marocchini, insomma, costituirebbero la "manovalanza", mentre si sospetta che i "tecnici" e i capi della banda siano campani. I seicento pannelli fotovoltaici recuperati dai carabinieri erano stati rubati in un impianto in contrada Fonteschiavo di Nocciano (Pescara) di proprietà di una società con sede legale a Osimo (Ancona). I quattro arrestati sono ora nel carcere pescarese di San Donato, a disposizione dell'autorità giudiziaria. I furgoni e un'auto sono stati posti sotto sequestro.

