«Noi in classe, fuori cadevano le bombe»

7 Maggio 2017

Memorie inedite e testimonianze degli ex studenti del D’Annunzio

PESCARA. Ricordi, emozioni, nostalgia e futuro. Sono stati questi gli ingredienti per la ricetta della memoria cittadina, richiamati dall’incontro di ieri all’Auditorium Petruzzi, affollato da un pubblico attento e partecipe, in occasione della proiezione del filmato “Il Classico in Guerra”, realizzato dall’Associazione Alumni del Liceo Classico Gabriele d’Annunzio, che ricostruisce pagine poco note o del tutto inedite di Pescara nella Seconda guerra mondiale.
«La nostra associazione si propone in primo luogo di mantenere vivo il legame tra le generazioni di studenti del liceo classico» spiega il presidente Francesco (Checco) Mancini, manager e storico che non nasconde soddisfazione per quanto realizzato dagli Alumni con questo importante appuntamento.
«Abbiamo voluto raccogliere le testimonianze degli ex studenti che hanno vissuto le drammatiche vicende del secondo conflitto mondiale e farne un documento video a futura memoria. Il lavoro di ricerca, di contatto e di raccolta delle testimonianze, che ha richiesto un anno circa», prosegue Mancini, «ha consentito, insieme ad alcune prime ricerche archivistiche e sul campo, che andranno ovviamente continuate, di avere un quadro di aspetti poco conosciuti, o del tutto inediti, della vita pescarese nel tragico tornante degli anni ’40».
Negli occhi e con le parole di Annamaria Albertini, Vestinia Capasso, Anna Maria Cotumaccio, Adelio Dodi, Maria Uva Lucque, Mirella De Marco e Silvino Scurti si sono vissuti nuovamente momenti che il tempo tende a far dimenticare o che non ha permesso di conoscere pienamente.
Momenti di morte e totale incertezza in cui comunque la vita quotidiana andava avanti, anche tra studio, speranze, sogni, amori. «Basti pensare che in una situazione di città quasi completamente distrutta e tagliata in due, il Liceo riprese l’attività ancora durante la guerra», osserva Checco Mancini, «con sedi e mezzi di fortuna, per iniziativa di docenti che supplirono meritoriamente allo svanimento dei pubblici poteri durante l’occupazione tedesca ed alle enormi difficoltà successive. Basti pensare che, sul pur limitato campione selezionato, il venti per cento ha familiari vittime dei bombardamenti alleati del ’43. Risultati che testimoniano la necessità di approfondire ancora quei fatti», prosegue Mancini, «e di cercare di arrivare ad un elenco il più completo possibile delle vittime dei bombardamenti, che possano essere così onorate e ricordate tanto nella loro individualità, sinora legata agli affetti familiari, che nella memoria collettiva».
Un tema, quello della memoria dei bombardamenti, per il quale l’amministrazione comunale ha già mostrato sensibilità, e che potrebbe anche dar vita ad un più vasto progetto da presentare in ambito comunitario, che è allo studio dell’Associazione e del Comune.
Non ha fatto mancare infatti il proprio contributo il sindaco Marco Alessandrini. Un pomeriggio di ricordi ma anche un omaggio alla città per stimolare nuove riflessioni, come sottolineato dall’incontro con i protagonisti di allora, testimoni nel filmato, e dalle letture di alcuni brani che hanno accompagnato l’appuntamento. «La presentazione del nostro filmato vuole essere dunque il principio di una iniziativa più ampia e da approfondire nell'interesse della nostra città», conclude Checco Mancini, che di recente ha pubblicato il libro “Molto mosso” sulla grandeur pescarese.
«Perché non bisogna mai dimenticare che Pescara seppe, con le proprie energie, risollevarsi e ricostruirsi dopo quei momenti tragici fino a diventare, negli anni ’50 e ’60, un esempio di vitalità e dinamismo a livello nazionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA