«Noi l’ultima speranza per l’Italia»

3 Settembre 2017

Il debutto di Di Maio: «Per governare si parla con tutti. Nessun duello con Renzi»

CERNOBBIO. Per l'Italia, «siamo l'ultima speranza». Luigi Di Maio ha scelto un debutto sobrio al workshop Ambrosetti di Cernobbio, dove è arrivato ieri pomeriggio, con largo anticipo rispetto all'intervento previsto per oggi. Ma il vicepresidente della Camera, probabile candidato premier del Movimento 5 Stelle, ha usato parole nette per spiegare ai giornalisti il senso della sua presenza fra banchieri, imprenditori, ministri e rappresentanti delle istituzioni europee riuniti sul lago di Como.
Nessuna calca, nessuna passerella nei saloni di villa d'Este, per Di Maio, che prima di infilarsi nelle salette riservate ha espresso la consapevolezza di «dover parlare con tutti, anche con quelli che non hanno le nostre idee». Una risposta alle critiche suscitate nel MoVimento dalla sua prima presenza fra l'establishment di Cernobbio, basti pensare alle dure parole dell'ex giudice Ferdinando Imposimato, che ha definito «triste» la sua presenza «fra i nemici della democrazia». Ma anche l'impegno a presentare il M5s come seria proposta di governo, in vista delle elezioni del 2018. Di Maio arrivava da Venezia, dove è stato alla Mostra del Cinema. A Cernobbio ha incrociato il premier Gentiloni (e ha poi seguito il suo intervento in platea). E oggi sarà a Monza, per il Gran Premio di Formula Uno dove, tra l'altro, sarà alche il presidente del Consiglio. Un tour dal sapore istituzionale, in vista della selezione del candidato premier M5s a fine settembre. «Abbiamo avuto una serie di presidenti del Consiglio di partiti che in questi anni ci avevano raccontato di voler cambiare le cose - ha detto Di Maio, completo e cravatta scura - e in realtà sono stati vittime di loro stessi. I vecchi partiti si sono autodistrutti, perché non avevano le mani libere. Credo che siamo l'ultima speranza e questa responsabilità sia io che il Movimento la sentiamo». Si aspetta un duello con Matteo Renzi, in questa veste? «Nessun duello qui non ci sono nemici. L'unico nostro obiettivo è dare a questo Paese quello che merita: un governo, una forza, un'energia per arrivare in cima ai Paesi sviluppati».
Cernobbio «studia» il giovane volto del MoVimento di Beppe Grillo, che ambisce a conquistare Palazzo Chigi la prossima primavera. Ed è uno studio attento, con qualche scetticismo. Il M5s l'ultima speranza? «Lo dice lui...», lo gela il presidente di Generali Gabriele Galateri di Genola, che giudica «positivo» conoscere, in un contesto come quello di Cernobbio, chi fa politica. Oggi a Villa D'Este ci sarà anche Matteo Salvini, il segretario della Lega Nord che ha avviato la campagna come candidato premier, ma che a differenza di Di Maio è già stato un paio di volte a Cernobbio. Lo scorso anno entrambi avevano dato forfait, l'avvicinarsi della campagna elettorale ha cambiato prospettiva: oggi esprimeranno le loro critiche alle politiche del governo di centrosinistra e alle istituzioni Ue a una platea che si trova su posizioni diverse.