«Non apro mai quella casella, in 6 mesi arrivati 30 verbali»

13 Maggio 2022

PESCARA. Quasi undicimila euro da pagare tra sanzioni per il mancato rispetto del Codice della strada e multe per la mancata segnalazione alla polizia municipale del conducente del veicolo nel...

PESCARA. Quasi undicimila euro da pagare tra sanzioni per il mancato rispetto del Codice della strada e multe per la mancata segnalazione alla polizia municipale del conducente del veicolo nel momento in cui è stata commessa la violazione. È il conto, salatissimo, arrivato a una automobilista pescarese, Enrica Talucci, che ha scoperto di recente di aver ricevuto le multe e solo dopo aver saputo, per caso, che la notifica era avvenuta attraverso la posta elettronica certificata.
«Pagando una multa trovata sul parabrezza, un addetto all’ufficio cassa della polizia municipale mi ha avvertito dell’enorme debito accumulato», racconta. Così, aprendo la pec, ha trovato «un numero spropositato di verbali, per l’auto e per il ciclomotore: 30 verbali, di cui 16 per infrazione alle norme che regolano la circolazione stradale (commesse tra il 26 marzo e 25 settembre 2021) e 14 per violazione dell’obbligo di segnalazione del conducente del mezzo. Il totale è di 10.947 euro (più la mora), ma le sanzioni per le violazioni sono pari a 2.656,57, mentre le ammende per la mancata segnalazione del conducente sono pari a 8.291,08 euro. Importi abnormi», commenta, «sono dovuti quindi per non aver segnalato chi guidava. Ma la mancata comunicazione», fa notare, «è legata al fatto che non sapevo di aver violato il codice della strada. Se lo avessi saputo, avrei pagato subito». Tra l’altro buona parte delle sanzioni (12) è dovuta al mancato rispetto della segnaletica orizzontale da parte del ciclomotore che «si è fermato subito dopo la striscia bianca sotto al semaforo, ma non è passato con il rosso», come ripreso dalla telecamera.
Tutto per colpa della pec, verrebbe da dire alla donna, tanto più che l’automobilista non la usa mai. Si è «dovuta iscrivere all’albo degli Educatori professionali per conservare il posto di lavoro che occupo da circa 30 anni. E l’Ordine ha preteso l’attivazione di una casella di posta elettronica certificata, pur non essendo una libera professionista». Talucci sottolinea di non contestare le sanzioni in sé ma lo strumento di notifica. «Avrei potuto prendere contezza delle multe a tempo debito, se mi fossero state notificate con la raccomandata, e pagare in misura scontata (entro 5 giorni), comunicando le generalità dei conducenti in tempo utile». Quanto accaduto fa emergere che «il sistema della notifica tramite pec viene ritenuto valido anche per chi è lavoratore dipendente», conclude l’automobilista che si è rivolta all’avvocato Giampiero Sartorelli per avere giustizia. Proprio «contestando il metodo di notifica della pec per quel tipo di contravvenzioni, è stato già presentato ricorso al giudice di pace, tanto più che il Garante per la protezione dei dati personali sconsiglia la ricerca in maniera sistematica degli indirizzi pec partendo dal codice fiscale, anche se ci sono casi in cui è possibile», sostiene. (f.bu.)