Non basta il morto nel sottopasso Pescara senza soldi per le alluvioni

Dei 46 comuni della provincia, solo 15 avranno accesso ai fondi ma il capoluogo non è stato incluso Sospiri (Forza Italia): occorre utilizzare il finanziamento destinato all’abbattimento dell’ex Cofa
PESCARA. La pioggia torrenziale, l’esondazione del fiume, l’evacuazione di case, la morte di una donna in un sottopasso allagato (nella foto a destra, il recupero dell’auto), la chiusura al traffico di chissà quante strade, diventate impraticabili. I fatti drammatici del 2 e 3 dicembre scorsi non sono stati sufficienti per consentire a Pescara di beneficiare dei fondi per interventi urgenti legati al rischio idrogeologico.
Dei 46 comuni della provincia, solo 15 avranno accesso a quei fondi, e Pescara non c’è. Nonostante tutto quello che è accaduto poco più di nove mesi fa e nonostante il riconoscimento dello stato di emergenza, a Pescara neppure un euro.
La decisione di tagliare fuori il capoluogo adriatico è della Regione (il presidente Luciano D’Alfonso è commissario straordinario per le opere di difesa del suolo) e la denuncia dell'esclusione arriva dal capogruppo in consiglio di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, che chiede al presidente D’Alfonso di tornare sui suoi passi.
«Nella programmazione degli interventi», spiega Sospiri, «è stato stilato un elenco di criticità di natura idrogeologica e la provincia di Pescara prenderà solo le briciole, cioè 19 milioni 560 mila euro, di cui 2,8 per Lettomanoppello (centro di origine di D’Alfonso), mentre per Pescara non è previsto assolutamente nulla, a fronte dei 29 milioni 410 mila euro per L’Aquila, 23 milioni 750 mila euro per Teramo e 34 milioni 341 mila euro per Chieti».
Una disparità di trattamento che Sospiri non ha gradito, tanto più che «le condizioni delle altre province non sono molto diverse da quelle del Pescarese, e la città di Pescara non si dovrebbe assolutamente escludere, se si ricorda quello che è successo il 2 e 3 dicembre dell'anno scorso» e se si considera che ci sono ancora oggi delle strade chiuse, nelle zone collinari, a seguito dell’alluvione.
«Insomma, prosegue Sospiri, «è stato escluso il fulcro dell'emergenza», e lo si è fatto nel momento in cui il rischio pioggia si avvicina di nuovo, con tutte le paure e i possibili problemi connessi. La questione è stata già sottoposta a D'Alfonso con una lettera, e comunque le necessità di Pescara erano ben note «perché le aveva manifestate l’ex sindaco Luigi Albore Mascia, che aveva quantificato i lavori da realizzare in tre milioni e mezzo di euro».
L’appello che lancia Sospiri è di «rivedere la programmazione su questo settore, inserendo anche Pescara, considerato che le scelte sono basate su una cartografia vecchissima», e poi il capogruppo di Fi propone dai banchi dell’opposizione di «utilizzare per questi lavori i fondi destinati all'abbattimento dell'ex Cofa. D’altronde, quel milione di euro è stato prelevato con una recente variazione di bilancio dai capitoli per interventi relativi alla mitigazione del rischio idrogeologico. Un’apertura dalla Regione, proprio da parte di D’Alfonso c’è già stata», dice sempre Sospiri, «e pare che voglia introdurre Pescara, ma è sempre meglio vedere prima le carte».
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