Non c’è intesa con Teodoro Consiglio di nuovo bloccato

1 Agosto 2017

In aula 600 emendamenti al bilancio, M5S presenta una mozione di sfiducia

PESCARA. Cinquantadue emendamenti e subemendamenti per due variazioni al bilancio e ben 564 per l’assestamento di bilancio. Ecco cosa si sono trovati davanti ieri mattina i consiglieri di maggioranza e opposizione all’inizio della seduta del consiglio comunale dedicata in gran parte all’esame dei documenti contabili dell’ente. Chi sperava che la crisi politica nel centrosinistra fosse in dirittura d’arrivo si sbagliava di grosso. Il rimpasto in giunta mordi e fuggi preannunciato dal Pd non è più avvenuto e i rapporti tra il sindaco Marco Alessandrini e la lista civica fondata dall’ex vice sindaco Gianni Teodoro continuano ad essere da guerra fredda. Prova ne sono gli oltre 600 emendamenti presentati dagli esponenti della Lista Teodoro-Scegli Pescara, Piernicola Teodoro, fratello di Gianni e Massimiliano Pignoli, non per fare ostruzionismo, sostengono loro, ma per migliorare le delibere presentate. Fatto sta che il consiglio comunale, ieri, è rimasto bloccato per l’intera giornata, così come era accaduto già nelle settimane scorse con altri provvedimenti. Sono stati votati solo 12 emendamenti. Si riprende stamattina.
Centrosinistra e centrodestra sembrano ormai rassegnati a questo destino, mentre il Movimento 5 Stelle ha perso la pazienza e ieri ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Piernicola Teodoro, come presidente della commissione Lavori pubblici e ha sfidato il Pd e gli altri partiti della maggioranza a sottoscriverla. Il presidente, contattato dal Centro, non ha voluto commentare per il momento l’attacco di M5S, ma si è riservato di farlo in seguito.
Il Movimento 5 Stelle ha spiegato così l’iniziativa. «Sono nove lunghissimi mesi, da quando l’assessore Veronica Teodoro, figlia di Gianni e nipote di Piernicola Teodoro, è stata estromessa dalla giunta», ha affermato la capogruppo Enrica Sabatini, «che la città è costretta ad assistere a minacce di ritorsioni politiche ed insulti vari diretti al sindaco. La Lista Teodoro, avendo perso la poltrona in giunta, rivendica infatti da mesi un posto nell’esecutivo, mettendo in atto un cieco ostruzionismo che impedisce, di fatto, al consiglio comunale di assumere provvedimenti per risolvere i problemi della collettività». «Il Pd», ha aggiunto, «rimane a guardare, inerme e incapace, mentre viene ostacolato il legittimo funzionamento di un organo di governo e tutto per mere faide di palazzo, spartizioni di poltrone e “ricatti” politici». I 5 Stelle sostengono che la Lista Teodoro, pur rimanendo in maggioranza, «attacca costantemente il primo cittadino». Da qui, la decisione di presentare una mozione di sfiducia nei confronti di Piernicola Teodoro, invitando il resto della maggioranza a prendere le distanze dalla sua lista civica. «Chiediamo al Pd e a tutte le forze in consiglio comunale», ha fatto presente la consigliera M5S Erika Alessandrini, «di sottoscrivere immediatamente la nostra mozione di sfiducia nei confronti di Piernicola Teodoro nel ruolo di presidente della commissione Lavori pubblici, prendendo le distanze in maniera decisa e forte da chi paralizza l’attività consiliare per sole finalità di partito. La Lista Teodoro è presente fisicamente tra i banchi della maggioranza ma, ormai, a Pescara è politicamente di fatto all’opposizione. Il sindaco ha l’obbligo morale di “liberare” la città da un immobilismo grave e dannoso, determinato solo da valutazioni elettorali».
L’attacco dei 5 Stelle è solo l’ennesimo capitolo di una vicenda che si trascina da settimane, da quando cioè il Pd e il resto della maggioranza si sono resi conto dell’importanza di recuperare la Lista Teodoro, in vista delle prossime sedute del consiglio in cui si esamineranno e si voteranno delibere fondamentali per il futuro della città: dal mercatino etnico alla riqualificazione delle aree di risulta. Ma il riavvicinamento tentato dal Pd, finora, non ha dato frutti e c’è chi sostiene che la Lista Teodoro ora stia puntando più in alto, cioè ad un posto in giunta per Gianni. A questo punto il ritorno di Veronica, ipotizzato nelle settimane scorse, potrebbe non bastare più per far rientrare la lista civica nei ranghi della maggioranza.
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