Non c’è acqua, limiti per gli autolavaggi

Decisione dell’Aca per abbattere gli sprechi: vietati i consumi diversi da quelli umani. E il prefetto chiede serbatoi per i paesi
PESCARA. Arrivano i limitatori di utilizzo di acqua potabile negli autolavaggi pescaresi. Ennesima misura antispreco, nel pieno dell’emergenza idrica di questa torrida estate, annunciata dall’Aca per garantire l’utilizzo dell’acqua esclusivamente per il consumo umano, impedendone un uso indiscriminato per attività diverse, come lavare i veicoli. Un provvedimento che entrerà in vigore la prossima settimana e che l’Aca ha già adottato nella vicina Silvi. Con i limitatori, i lavaggi avranno a disposizione solamente 50 litri al giorno di acqua potabile per i servizi igienici e per l’utilizzo umano. Ma tanti autolavaggi, in realtà, da tempo utilizzano già acqua di falda (pozzo) e non potabile per la loro attività: per loro non ci saranno chiusure. Intanto proseguono le chiusure notturne decise da Aca per i mesi estivi, dalle 22 alle 6, in attesa del completamento dei lavori urgenti al pozzo di Bussi che presto potrebbe garantire almeno un’ora d’acqua in più in tutte le case dei pescaresi. Il capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara, Roberto Renzetti: «L’acqua scarseggia ovunque», ha ricordato, «È necessario responsabilizzare il territorio a un uso intelligente e rispettoso della legge della nostra acqua potabile. E se ai cittadini abbiamo raccomandato il divieto di utilizzo dell’acqua di rubinetto per innaffiare fiori e giardini, ora dobbiamo puntare i riflettori sulle attività commerciali, come gli autolavaggi ».
Venerdì scorso il prefetto di Pescara Flavio Ferdani ha riunito, per trovaree alcune soluzioni immediate all’emergenza idrica, i sindaci di Pescara, Montesilvano e Città Sant’Angelo, il direttore regionale della Protezione civile, il direttore della Asl, i gestori di Arta, Ersi e Aca, e i direttori di Bonifica Nord e Consorzio di Bonifica Centro. Tra le proposte, quella di riattivare la falda di Campo Pozzi Vomano, che potrebbe essere di supporto alla fornitura idrica nei Comuni dell’area a nord di Pescara. Non solo: la Protezione Civile chiede di dotare i Comuni della provincia di idonei e temporanei serbatoi al fine di assicurare, in caso di una forte crisi idrica, un pronto ed efficace intervento. L’Aca intanto ha assicurato l’operatività - 7 giorni su 7 e h24- del proprio personale tecnico specializzato pronto ad intervenire con autobotti per l’approvvigionamento di acqua e il riempimento di serbatoi a servizio di edifici rimasti privi di fornitura. Il prefetto ha invitato l’azienda a pubblicizzare il più possibile il bando regionale per l’acquisto di autoclave. L’Aca ha anche coinvolto il prefetto in un’iniziativa di “gemellaggio” con la prefettura l’azienda acquedottistica teramana: una parziale soluzione immediata al problema della fornitura di acqua potrebbe derivare dalla possibilità di ottenere dalla provincia di Teramo una fornitura di acqua potabile da immettere nella rete del limitrofo territorio pescarese per compensare l’analoga fornitura che l’Aca eroga alla provincia di Chieti.

