«Non c’è consolazione per quelle morti»

Mille fiaccole illuminano la cerimonia del vescovo per le vittime della valanga. Momenti di tensione con il papà di Stefano
PENNE. Mille fiaccole accese, forse di più, e un ricordo composto e dolente delle 29 vittime della valanga di Rigopiano. Ieri sera, nel palazzetto dello sport di contrada Campetto a Penne, luogo di speranza e di attesa durante i giorni della tragedia di Rigopiano, si sono ritrovate tantissime persone: parenti delle vittime, amici, soccorritori, cittadini scossi e commossi da una sciagura che ha segnato per sempre tante comunità, in particolare quelle di Penne, Farindola e Loreto Aprutino.
Il momento di preghiera è iniziato poco dopo le 19.30, con le luci del palazzetto appositamente spente per ricordare il buio che hanno patito tutte le persone rimaste intrappolate sotto le macerie dell'hotel Rigopiano. Dopo l'ingresso con la grande fiaccola accesa del Vescovo della diocesi Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, l'intero palazzetto si è illuminato con 1000 e più fiaccole. «Ho vissuto quei giorni nella paura, nella paura di dovermi ritrovare come vescovo della diocesi a dover celebrare un mega funerale. Nella mia vita di vescovo ho già dovuto fare un mega funerale: quello dei 27 bambini morti nel terremoto e nella scuola di San Giuliano di Puglia. Allora ero vescovo di Termoli da due anni. Un funerale di 27 bambini è stata la cosa più difficile della mia vita. Nel pensare di dover fare una cosa del genere ancora una volta ho tremato. Era giusto che ci trovassimo di nuovo insieme. Per voi familiari è stato il luogo della speranza così come per i soccorritori. Adesso le domande ed i perché sono normali», ha continuato Valentinetti. «Questa sera non è possibile far finta di nulla, sono morte 29 persone. Non si possono usare parole facili di consolazione. Si può solo fare appello alla fede, la speranza deve essere la nostra forza. Chiedo al Signore di accrescere la fede è alla Madonna Maria di sostenerci nella fede».
Dopo le parole del vescovo, i nomi di tutte le vittime sono stati letti uno dopo l’altro mentre i loro volti scorrevano proiettate su un maxi schermo. Presenti anche tante delegazioni di soccorritori, carabinieri, soccorso alpino guardia di finanza, il parroco di Penne don Andrea Di Michele e don Valentino della diocesi di Pescara. Non sono mancati momenti di tensione prima che la cerimonia di preghiera iniziasse, con il papà di Stefano Feniello, Alessio, che ha protestato all'indirizzo delle autorità, in particolare del sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. Sentite e commoventi le parole e il racconto di un volontario del soccorso alpino di Loreto Aprutino, Fabio Pellegrini, tra i primi a raggiungere la struttura alberghiera di Rigopiano lo scorso 18 gennaio.
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