«Non c’è nessuno» Crollano gli affari dei commercianti

13 Gennaio 2016

PESCARA. Poche auto in circolazione, pochi affari per i commercianti, che si lamentano e annunciano proteste, compresa una possibile azione di risarcimento danni. «Qui non passa nessuno e in strada...

PESCARA. Poche auto in circolazione, pochi affari per i commercianti, che si lamentano e annunciano proteste, compresa una possibile azione di risarcimento danni. «Qui non passa nessuno e in strada si potrebbe giocare a calcio», commenta Mario Amendolagine dai suoi negozi di abbigliamento di via Cesare Battisti. «Attivare le targhe alterne durante i saldi vuol dire distruggere i commercianti, è un provvedimento da pazzi. Avrei la possibilità di incassare circa 700 euro e invece ne ho incassati 60», dice contestando il Comune.

Parla di «incassi azzerati» e chiede «un immediato dietrofront» Vittorio Fascina di Victor Shoes, che sta «valutando di rimanere chiusi giovedì». Ieri mattina le cose sono andate male anche al bar Excelsior, che ha una clientela affezionata: «L’incasso», fa notare Carlo Miccoli, «è sceso del 60 per cento».

«Il Comune vuole il fallimento della città, che vive di commercio. È un regalo enorme ai centri commerciali», ha aggiunto Enzo D'Ottaviantonio da via Trento. «Siamo nel pieno dei saldi, il tempo è favorevole ma a Pescara non si vede nessuno. Un errore madornale», per Gauro Zulli, di Zulli Sport. «È incredibile quello che si riesce a fare per distruggere una città», aggiunge Sergio Mazzaferro della Casa del Corredo in piazza Garibaldi, mentre per Amedeo Fava, di Fava Pelletterie, «vogliono condannarci alla chiusura». Dante Baldassare del Bar Ideale sostiene che «Pescara sembra Bagdad», è «desolatamente vuota», gli fa eco Nino Bettini di Capecchi Casa. «Negli ultimi 10 anni», polemizza dalla Confcommercio Simona Cavallazzi, «gli amministratori si sono divertiti a giocare», sul traffico, e «i commercianti ci rimettono, senza giovamento per nessuno».