«Non ci saranno aumenti delle tariffe dell’acqua»

PESCARA. E’ il momento dei bilanci, per l’Aca. Dopo il via libera del tribunale di Pescara al decreto di omologazione del concordato preventivo, Vincenzo Di Baldassarre, amministratore unico,...
PESCARA. E’ il momento dei bilanci, per l’Aca. Dopo il via libera del tribunale di Pescara al decreto di omologazione del concordato preventivo, Vincenzo Di Baldassarre, amministratore unico, approfitta di questo traguardo per spiegare cosa è stato fatto fino ad oggi per cambiare rotta e anche cosa si farà, in particolare per quanto riguarda i lavori di adeguamento del depuratore di Pescara, che potrebbero essere anticipati «dal 2018 al 2016».
Ma la prima cosa da sottolineare sono gli aspetti positivi dell’accordo raggiunto con i creditori.
«L'Aca», dice Di Baldassarre, «pagherà il 60 per cento dei debiti, manterrà al suo interno tutti i posti di lavoro, consentirà alle aziende di incassare soldi che non avrebbero mai preso in caso di fallimento, e garantirà che l'acqua continui ad essere gestita da una società pubblica, mantenendo le tariffe attuali, perché i debiti non incidono sulle tariffe».
La cura a cui è stata sottoposta l’Aca è stata «da cavallo, tutt’altro che indolore, ma è servita». E se da una parte sono stati effettuati tagli «sull'inutile» (4,7 milioni nel 2014 e 2,9 milioni del 2015), dall’altra sono stati pagati i fornitori (50 milioni di euro), rimborsati i Comuni (896mila euro) e pagati gli oneri all’Ato (2 milioni di euro). Nel 2014 si è provveduto a sbloccare i cantieri fermi e ne sono stati attivati di nuovi.
Tra le opere sbloccate di cui Di Baldassarre va fiero c'è il Dk15, un'opera amastodontica, fondamentale e attesa, da Villareia alla foce del Pescara» che ha la funzione di intercettare gli scarichi sull’asta del fiume e vedrà completamente la luce «tra giugno e luglio», e poi c'è anche il depuratore di Valle Anzuca, a Francavilla, in fase di autorizzazione ma in parte realizzato.
L'Aca annuncia che partiranno 18 nuovi depuratori, da concludere l’anno prossimo, per i quali «i contratti sono già in stipula» e grazie ai fondi dello "sblocca Italia" e del Masterplan Abruzzo (in totale 12 milioni e mezzo) si punta all'adeguamento del depuratore, che sconta carenze vecchie «di dieci anni» e va potenziato «sotto il profilo qualitativo e quantitativo, ma nel frattempo il Dk15, in parte già attivato, sta già dando una mano».
Tra le questioni affrontate, le emergenze legate al dissesto idrogeologico, nel 2014, e nel 2015 quelle per il crollo in via Raiale e per le condotte di fosso San Lorenzo e Fosso Pretaro. La cura imposta dalla nuova gestione ha avuto effetto anche sulla cassa, che nel 2013 era azzerata mentre «al 31 dicembre 2015 aveva una disponibilità di 31 milioni di euro» e se per ora «è stato raggiunto l'equilibrio finanziario, in sei anni è previsto l'azzeramento dei debiti».
Il percorso in realtà non è finito: anzi, dice ancora l'amministratore unico, siamo a un «punto di partenza più che di arrivo» e bisogna andare avanti per «recuperare il tempo perso in passato» e risolvere tutti quei problemi che sono «venuti al pettine» oggi e sono il frutto di una «attenzione non profonda» di chi si è occupato dell'Aca in precedenza.
Oggi, però, è il giorno della soddisfazione, una data da «segnare col rosso sul calendario» anche perché «siamo stati i primi in Italia a tentare la strada del concordato preventivo in continuità, una cosa mai fatta prima d'ora da un'azienda pubblica. All'inizio, ricorda l'amministratore unico, ci hanno preso per un manipolo di matti, e ci sono state delle opposizioni importanti ma con tenacia siamo andati avanti, con il supporto delle associazioni di categoria e dei sindacati».
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