Non ci sono i loculi: il cimitero è solo per i montesilvanesi

Insorgono opposizione e Federazione comparto funerario: così si impedisce il ricongiungimento ai cari, è inaccettabile
MONTESILVANO. Prima i morti montesilvanesi. È questa la regola imposta dalla giunta De Martinis all’inizio dell’anno per far fronte alla penuria di loculi a disposizione nel cimitero comunale della città adriatica.
L’esecutivo, infatti, con una delibera dello scorso 30 gennaio, ha bloccato temporaneamente la sepoltura nel camposanto di via Togliatti di persone non residenti a Montesilvano. Una circostanza che oggi viene messa in luce dalla Federcofit – Federazione comparto funerario, e sulla quale anche i consiglieri della minoranza, Pd e M5S, intendono far luce attraverso una commissione di garanzia. «Non avendo l’amministrazione operato l’opportuna programmazione dei loculi, ora ci si trova con un problema di spazi: i posti al cimitero scarseggiano e si cerca, dunque, di limitare l’ingresso», evidenzia la Federazione ricordando come, fino alla fine del 2019, chi aveva un parente al cimitero di Montesilvano, anche se non residente in città, una volta defunto poteva ricongiungersi con i propri cari. «Mai, nella storia dei cimiteri di Montesilvano e dell’intero Abruzzo si era arrivati a queste inaccettabili disposizioni che rappresentano un marcato disprezzo per il lutto dei cittadini. D’altra parte non si può addurre la scusa del Covid. Non siamo a Bergamo, i decessi nel comune di Montesilvano hanno il medesimo andamento degli anni passati, forse con qualche flessione».
Per tutte queste ragioni la Federcofit invita l’amministrazione a tornare sui suoi passi. «Purtroppo è evidente che si è consolidata una prassi irresponsabile che autorizza l’amministrazione ad agire in barba alle regole», rilanciano i gruppi di opposizione, Pd e M5S, relativamente a «una modifica al regolamento del servizio di polizia mortuaria e cimiteriale che viene deliberata attraverso la giunta anziché il Consiglio comunale. In un mese precedente al lockdown, dunque non in emergenza», proseguono, «attraverso un'iniziativa abborracciata con delibera di giunta, si decide di intervenire su una materia importante, che modifica un regolamento, senza informare minimamente il Consiglio comunale».
Per far chiarezza a riguardo, le opposizioni annunciano la convocazione di una commissione di garanzia. A replicare alla Federazione e ai gruppi di opposizione, chiarendo il punto di vista dell’amministrazione comunale, è l’assessore con delega ai servizi cimiteriali Paolo Di Blasio. «A Montesilvano da tempo c’è carenza di loculi», spiega. «Attualmente ce ne saranno una ventina a disposizione contro una media di morti annui che si attesta intorno a 400. Per questo stiamo provvedendo alle estumulazioni delle persone defunte da più di 30 anni e abbiamo acquistato 5mila metri quadrati di terreno per trasferire queste salme. Inoltre abbiamo programmato la realizzazione del secondo lotto, pari a 400 loculi, ma i primi saranno pronti tra circa due mesi». È per questo che la giunta ha deciso di sospendere, in via precauzionale e solo temporaneamente, l’ingresso al cimitero per i morti non residenti in città. «Non possiamo lasciare spazio alle persone che non vivono a Montesilvano per poi ritrovarci a non avere loculi a disposizione per i residenti. Quando non avremo più problemi di spazio, allora potremo tornare ad accogliere anche i defunti provenienti da fuori città».
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