«Non colpevolizzate i vigili hanno salvato mio marito»

La moglie di uno dei passanti aggrediti difende gli agenti che hanno sparato Gli animalisti: sporgeremo denuncia per verificare eventuali responsabilità
MONTESILVANO. «Non bisogna colpevolizzare i vigili, anzi io li devo ringraziare per aver salvato la vita a mio marito». Così la moglie dell’uomo aggredito mercoledì dal pitbull, che è stato poi ucciso con un colpo di pistola da un agente, interviene e ricostruisce l’episodio accaduto in via Lazio e che sta sollevando tante polemiche, in particolare tra gli animalisti.
Tequila, questo il nome del cane di proprietà di una montesilvanese, era scappato dal proprio recinto e, secondo quanto ricostruisce la moglie di uno dei passanti aggrediti, «si aggirava nel quartiere di Villa Verrocchio quando ha incontrato una donna che portava a spasso il suo levriero. La passante, scambiandolo per il cane di una sua conoscente, si è avvicinata senza preoccupazioni, ma il pitbull ha aggredito il levriero mordendolo e la donna, nel tentativo di separarli, è caduta a terra e ha gridato aiuto». A quel punto un passante ha allertato la municipale che è intervenuta subito sul posto, mentre Tequila continuava a seminare il panico.
Il pitbull, infatti, proseguendo il suo percorso ha incontrato un altro uomo che, vedendo l’animale libero, ha preso in braccio il suo yorkshire per proteggerlo. Ma il cane si è avventato contro di lui, provando a mordere il cagnolino, strappandogli il cappottino e sporcandolo con il muso insanguinato. «Mio marito era terrorizzato», riprende la signora, «i vigili hanno provato in ogni modo ad allontanare il cane», prosegue la donna». Ma né con le gambe, né con lo spray urticante sono riusciti a fermarlo. «Ringrazio gli agenti per aver messo davanti la vita di mio marito a quella di un cane, e non è giusto colpevolizzarli perché non avevano altra soluzione. Piuttosto bisogna dare la colpa ai proprietari che non hanno custodito il cane». A difendere l’operato dei propri uomini è anche il comandante Nicolino Casale. «I nostri agenti hanno provato a neutralizzare il cane in ogni modo, ma non potevano mettere a rischio la loro incolumità e quella dei presenti».
A condannare la condotta degli agenti sono, invece, i responsabili della Lega nazionale per la difesa del cane, Animal Protection. «Sporgeremo denuncia», afferma Michele Pezone, «affinché il pm possa determinare se l’agente abbia abusato dell’arma a sua disposizione e abbia provocato la morte dell’animale senza necessità». A rincarare la dose anche il presidente dell’associazione, Piera Rosati. «Questa storia evidenzia la grande incoscienza e incompetenza», in questo caso dei proprietari e degli agenti, «che purtroppo caratterizzano ancora oggi la gestione dei cani in generale e dei pitbull in particolare e dimostra che, un po’ dappertutto, gli agenti di polizia municipale dovrebbero ricevere una formazione adeguata con almeno le nozioni di base per quanto riguarda il comportamento del cane».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

