«Non guiderà più e avrà nuove mansioni»

Il presidente dell’ex Gtm: il dipendente sarà spostato, premieremo gli autisti che non fanno incidenti»
PESCARA. «Lunedì prossimo, durante il cda di Tua, prenderemo formalmente atto della sentenza. Sicuramente, disporremo di mettere a terra l’autista e di destinarlo ad altre funzioni». Lo afferma Luciano D’Amico, presidente della nuova società di trasporti Tua che ha inglobato la Gtm. Finora, l’autista accusato di omicidio colposo per la morte di Jonny Morelli è rimasto sempre al suo posto, ma la sospensione della patente per due anni decisa ieri gli impone lo stop dal servizio. «Valuteremo il caso e, in futuro, vedremo se l’autista potrà tornare a guidare», dice D’Amico. «Abbiamo 1.600 dipendenti, 900 sono autisti che ogni anno percorrono circa 36 milioni di chilometri e facciamo di tutto per garantire gli standard di sicurezza, con i riposi del personale e i controlli sui mezzi. Ovviamente», prosegue il presidente, «un tasso di incidentalità è normale, ma i nostri dati sono particolarmente bassi».
Tua vuole introdurre incentivi per gli autisti che non fanno incidenti: «Adesso», annuncia D’Amico, «stiamo studiando insieme ai sindacati un sistema di premialità destinato agli autisti che non fanno incidenti. Non vogliamo la repressione, come prevedeva il vecchio sistema della compartecipazione alle spese dei danni che abbiamo abolito, ma vogliamo la prevenzione». D’Amico prosegue: «Per i riposi, il rispetto dei turni è tassativo e su molte linee è presente anche il secondo autista e questo non accade su tanti altri vettori. Inoltre, ci si accusa di troppi fermi tecnici ma se le macchine non sono in ordine noi non permettiamo che circolino. Tutto questo ha un costo ma siamo un’azienda pubblica ed è necessario puntare sulla sicurezza. Ovviamente, però, in queste condizioni non possiamo vendere i biglietti a un euro: tra concorrenza aggressiva e sicurezza, noi scegliamo la sicurezza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

