Non pagano la retta La Asl fa causa a 9 anziani

16 Marzo 2017

Non avrebbero saldato i ricoveri nella rsa pubblica di Tocco da Casauria Ora l’azienda sanitaria manda i decreti ingiuntivi per cifre da 140 a 1.500 euro

TOCCO DA CASAURIA. «Nonostante l’invio dei solleciti e delle diffide di pagamento i soggetti in questione non hanno ad oggi ottemperato al pagamento di quanto dovuto». Con questa frase la Asl di Pescara apre la caccia a 9 evasori fiscali che devono pagare cifre comprese tra 138,05 euro e 1.586,53. Si tratta di 9 anziani, con più di 80 anni, che sono stati ricoverati nella rsa di Tocco da Casauria e, secondo la Asl, non avrebbero pagato il contributo giornaliero di circa 25/30 euro a seconda del reddito. Ora, la Asl vuole recuperare quei fondi e, su una delibera, annuncia la partenza dei decreti ingiuntivi: il totale non pagato dagli anziani assistiti a Tocco da Casauria, nella residenza di proprietà della Asl, è di circa 11 mila euro. Non è di certo una cifra stratosferica per la stessa Asl che, nel 2014, ha rilevato un palazzo in via Rigopiano, a Pescara, al prezzo di 2,8 milioni di euro pagandolo il triplo di quanto l’aveva pagato due anni prima il proprietario e preventivando altri 4 milioni di lavori per mettere l’edificio cadente in regola e trasformarlo in un ufficio per lo staff della direzione generale. Ma, secondo la delibera firmata dal direttore generale Armando Mancini, anche le rette non versate dagli anziani devono essere recuperati: «Le somme sono certe, liquide ed esigibili ed è precipuo interesse dell’azienda procedere alle azioni monitorie ed esecutive volte al recupero dei crediti», dice il documento. Secondo la delibera, i pensionati – che non è detto siano ancora tutti vivi – avrebbero ignorato i solleciti e le diffide di pagamento inviati dalla Asl. E adesso si vedranno recapitare a casa le ingiunzioni di pagamento: c’è chi deve solo 138 euro, chi 318, chi poco più di 600 fino ai 1.100/1.500 euro; solo in un caso, la somma che non sarebbe stata pagata ammonta a 5.490,86 euro. La Asl si è rivolta a un avvocato, Pietro Alessandrini di Pescara: sarà lui a portare avanti i «procedimenti monitori» e le «successive azioni esecutive». Come decreti ingiuntivi e pignoramenti.

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