NON PORTATECI ROSE O MIMOSE MA PIÙ RISPETTO

8 Marzo 2019

Non portateci mimose nè rose rosse. Soprattutto al cimitero. E tantomeno in preda a tempeste emotive, raptus di gelosia, amore criminale o infermità mentale temporanea. Se non avete ascoltato le...

Non portateci mimose nè rose rosse. Soprattutto al cimitero. E tantomeno in preda a tempeste emotive, raptus di gelosia, amore criminale o infermità mentale temporanea. Se non avete ascoltato le nostre denunce reiterate o ritirate, se non avete dato seguito alle nostre paure, se ci avete ancora considerato, come fate da millenni, “ roba vostra”, cosa vostra. Non portateci fiori. Fate opere di bene. Insegnate ai vostri nati il rispetto per la persona, qualsiasi sesso abbia. Cresceteli nella sacralità dell’autonomia, nella bellezza dell’indipendenza. Solo una interezza può confrontarsi con altre interezze. Rivedete le favole del principe azzurro. È ora.
Due mezze mele non si uniscono, marciscono solo più velocemente. Parlate del rispetto che si deve a tutti, ma soprattutto alle donne. Perché ancora oggi, cari educatori professori artisti e sociologi, ancora oggi a parità di lavoro e di ore, un uomo viene ancora pagato più di una donna. E tutti non ci indigniamo abbastanza per gli stereotipi, i proverbi, le barzellette, la pubblicità ossessiva, il gioco sporco che si fa sulla pelle e sul corpo delle donne. Indigniamoci insieme per questa catena di femminicidi a cui ogni giorno aggiunge un anello alla catena dura, lunga, pesante. Allora, solo allora crederò alle vostre mimose scerpate, ai vostri cioccolatini gialli, alle vostre frasi mielose sulla importanza della donna. Quelle parole che dovrebbero o vorrebbero essere gentili segnano invece ancora uno dei tanti ostacoli ancora da scavalcare.
Una strada lunga, lunghissima. Che terminerà quando sarà la festa della donna anche il nove marzo. E il dieci…
*scrittrice