Non solo poveri, il disagio delle famiglie in difficoltà

27 Aprile 2020

Nieddu (Croce rossa): stiamo intercettando gente non abituata a chiedere aiuto persone che prima dell’emergenza avevano un lavoro. È per loro la pizza solidale

PESCARA. Un intervento diverso da quelli “classici” della Croce rossa per le famiglie bisognose, e che permette anche di intercettare nuove forme di disagio economico generate dall’emergenza coronavirus: è anche questo l’iniziativa di “pizza solidale” messa in campo dal comitato cittadino Cri. “Arriva la pizza” è il nome del progetto, partito una settimana fa, e che viene realizzato ogni lunedì sera con la consegna a domicilio, a chi ne fa richiesta, fino a sei pizze preparate dalla pizzeria Trieste.
Promotore e coordinatore del progetto è Fabio Nieddu, ex presidente della Croce rossa pescarese al quale, da circa un mese, è succeduto Gianluca Desiderio. Per prenotare bisogna chiamare ogni venerdì e sabato tra le 16 e le 19 il numero 320.4303321. La consegna viene poi fatta il lunedì sera dai volontari della Croce rossa. Dopo la prima uscita, l’iniziativa ha conosciuto subito un’impennata di richieste: «È un successo che in fondo, paradossalmente, dispiace, perché significa che c’è tanta gente che ha bisogno di aiuto», dice Nieddu, che attualmente è uno dei membri del direttivo cittadino della Croce rossa. Infatti «la prima settimana sono state consegnate sessanta pizze, mentre per la seconda, già venerdì, erano arrivate richieste da venticinque famiglie», continua l’ex presidente, «fortunatamente la pizzeria ci ha dato la disponibilità fino a 600 pezzi».
«Distinguiamo questa iniziativa da quelle più “storiche” di assistenza», continua Nieddu, «perché in molti casi intercettiamo anche una nuova forma di disagio. Per sopperire alle esigenze di famiglie che già assistevamo, è bastato raddoppiare i pacchi alimentari, ma questa “pizza solidale” per certi versi è differente, perché spesso ci confrontiamo con nuove forme di disagio, con gente che fino a prima dell’emergenza stava relativamente bene e non è abituata a chiedere aiuto, e ha difficoltà anche in questo: penso ad esempio a chi lavorava in nero, agli stagionali che sono costretti a restare fermi, a chi sta aspettando la cassa integrazione, a tanti che prima potevano concedersi una piccola distrazione come ora non possono più fare, e questo può pesare dal punto di vista psicologico».
Ma è su tutto il fronte dell’assistenza economica e alimentare che la Croce rossa nei prossimi mesi si troverà a combattere una battaglia difficile: «Ci troviamo di fronte a una situazione che sta cambiando velocemente, siamo di fronte a nuovi problemi e nuove situazioni da risolvere», sottolinea Nieddu, «il terzo settore e il mondo del volontariato stanno dando tutto, abbiamo investito tanto: è una questione da affrontare a livello europeo con fondi sociali, perché non saremo in grado di sopportare questa pressione in eterno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA