«Non vogliamo più vivere barricati nelle nostre case»

9 Marzo 2016

Città Sant’Angelo, i residenti delle contrade San Pietro, Vertonica e Strada Giardino rilanciano l’allarme microcriminalità e si appellano alle istituzioni

SANT’ANGELO. Ogni fine settimana barricati in casa, tanto da coniare lo slogan “Finalmente è venerdì, ma non per noi!”. L’allarme arriva dalle contrade San Pietro, Vertonica e Strada Giardino di Città Sant'Angelo. Qui i residenti hanno deciso di riorganizzare le loro abitudini e di organizzare delle vere e pèroprie ronde di controllo da quando una ampia fetta di territorio angolano è soggetta a continui furti e assalti della microcriminalità. Tutti episodi che solitamente si verificano nei fine settimana.

«Siamo esasperati» racconta la portavoce della protesta, Marianna Micolucci, «perché viviamo ogni weekend e i giorni di festa nella paura, prioprio quelle che dovrebbero essere le giornate da dedcicare alle nostre famiglie, ai nostri affetti ed al tempo libero. Parliamo di una zona rurale dove, fino a pochi mesi fa, ancora si riusciva a dormire con le chiavi di casa davanti alla porta. Oggi invece si registra una vera e propria corsa all'istallazione di sistemi di allarme, che peraltro spesso si rivelano inefficaci».

In controtendenza con i dati rilevati dai rappresentanti delle istituzioni locali, secondo cui sono in calo i furti su tutto il territorio angolano, i residenti delle contrade parlano di «una tendenza nettamente inversa nella nostra zona. Tuttavia non ci siamo arresi. Decisi e testardi, come ogni abruzzese che si rispetti, ci siamo idealmente presi per mano aprendoci al “vicino” e a ogni realtà disposta ad ascoltarci».

Tutto è cominciato l’estate scorsa, quando la quiete della contrada è stata interrotta da alcuni furti avvenuti nottetempo. «Abbiamo subito deciso di creare un gruppo WhatsApp» riprende Micolucci, «che consentisse a tutti di comunicare istantaneamente la presenza di persone e/o veicoli sospetti. All'inizio, i contatti erano solo 5, a oggi il gruppo conta 98 componenti. L'allargamento della rete virtuale ci ha portato, a oggi, a conoscerci quasi tutti realmente nella contrada. Questo consente di non sentirci isolati e abbandonati, ma parte di una comunità. Così accorriamo ogni volta che a un vicino scatti l’allarme antifurto o che chieda aiuto per qualche visita indesiderata».

Ma i contradaioli non possono fare tutto da soli. Hanno già incontrato sindaco e consiglieri e chiedono aiuto per avere una maggiore illuminazione, videosorveglianza nei punti strategici, censimento e messa in sicurezza dei casolari abbandonati che spesso costituiscono vere e proprie basi logistiche per i malintenzionati.

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