Notti senza regole, il questore: sarà una lotta senza quartiere

7 Luglio 2020

Affollamenti e sanzioni del fine settimana, Misiti rilancia: controlli massicci fino a fine emergenza E sull’alcol ai minori il sindaco insiste: deriva da debellare, verifiche anche con le pattuglie in borghese

PESCARA. «Lotta senza quartiere». Dopo i provvedimenti presi nel fine settimana nei confronti dei locali che non hanno rispettato le regole per la somministrazione di alcol ai minori e per gli assembramenti, il questore Francesco Misiti annuncia altri controlli ed esprime «soddisfazione» dell’attività svolta nel week end, sul lungomare e nella zona della movida, che ha portato a sospendere delle attività, con le auto in servizio che hanno dovuto far ricorso al megafono per far rispettare il distanziamento ai tanti in strada. «Continueremo su questa linea», dice Misiti ricordando a chi dovesse sperare in un po’ di tolleranza che il suo «compito è di far rispettare la legge. Proseguiremo nella direzione già intrapresa per assicurare il rispetto delle disposizioni sull’emergenza coronavirus, che non è ancora terminata. E lo faremo fino a quando non arriveranno dati positivi, visto che si registrano tuttora dei casi».
Di fronte all’evidente tendenza a comportarsi come se nulla fosse accaduto, ignorando le regole anti-contagio, Misiti conta sul «senso di responsabilità di tutti: da una parte devono impegnarsi coloro che la sera escono a divertirsi e dall’altra devono impegnarsi i locali al rispetto delle regole, anche per la somministrazione di alcol ai minori, che sta continuando». Ma il senso di responsabilità sembra scarseggiare per il distanziamento: «Si è un po' allentata la presa», da parte dei pescaresi. E d’altronde «per i gestori non è facile gestire una situazione di assembramento. Proprio per questo», prosegue il questore, «gli assembramenti vanno evitati, cioè i gestori devono limitare gli ingressi nei locali, contingentandoli».
Facendo poi un accenno agli episodi di violenza che vedono protagonisti anche quest’anno alcuni giovani pescaresi, Misiti confida in «un maggior senso civico, una maggiore educazione da parte dei ragazzi, altrimenti chi sbaglia dovrà pagare».
Proprio ai minorenni che bevono troppo pensa il sindaco Carlo Masci, che ha partecipato alla riunione in cui si è parlato delle misure da adottare sull’intrattenimento, compresi gli orari dei locali (fissati dal Comune). «Questa deriva va debellata», dice, sottolineando che «c'è una attenzione particolare e i controlli vengono eseguiti anche in borghese». Quanto agli assembramenti il sindaco fa presente che «sono stati concessi maggiori spazi ai locali per distribuire tavoli e clientela mantenendo le distanze necessarie» ad evitare lo spettro del coronavirus. «E quindi le distanze vanno rispettate, non è ammissibile che gli spazi in più vengano usati per accogliere più clienti».
Altra questione, l'intrattenimento danzante. «Si deve trovare un giusto equilibrio», dice Masci, «tra le esigenze dei gestori e le norme. Non si può pensare che la soluzione sia affidata a chi fa i controlli, perché le forze dell'ordine sono tenute a far rispettare la legge». Questa è una fase complicata da gestire per i locali da ballo, perché l'obbligo del distanziamento non fa sicuramente il paio con il divertimento. Lo sa bene Aldo Bertoni, presidente del Silb Confcommercio, l’associazione Locali da Ballo. «Per noi non è semplice far rispettare i protocolli Covid anche perché registriamo una voglia di ripresa che va controllata e accompagnata. L’assembramento è un po’ l’anima della nostra attività» per cui si creano situazioni non semplici da gestire. «Noi possiamo invitare i clienti a mantenere le distanze e a indossare la mascherina, ma poi sta all’intelligenza dei singoli clienti farlo. Il mio suggerimento agli operatori è di organizzare delle cene spettacolo, in cui si balla vicino alla sedia, che sono più controllate e controllabili», prosegue. La speranza è che si possa lavorare «con tranquillità», perché «quattro mesi di chiusura senza aiuti sono stati pesanti e ora dobbiamo rimboccarci le maniche. Ma mi chiedo se l’attenzione sui locali della notte sia la stessa per i locali come stabilimenti, ristoranti e bar. Perché le regole sono uguali per tutti».
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